L'Editoriale

Bugie riciclate sulla Raggi

raggi fruci burlesque
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Lo confesso: quello che è stato per anni il primo giornale del mattino – il Corsera – è retrocesso da un pezzo al terzo posto, dopo la rilettura della Notizia (e i mal di pancia ogni volta che ne trovo qualche errore) e il Fatto, saltando all’istante sul quotidiano di via Solferino le firme livorose a prescindere verso alcune parti politiche.

Perciò ho visto solo ieri su Dagospia un pezzo di Fabrizio Roncone dal titolo cinematografico – “Fruci la città” – com’è nello stile di Dago, ma talmente superato da farmi pensare a un principio di rincoglionimento dell’autore del sito. “Non è pazzesco? Giunta ormai al 17° cambio di assessore, alla guida della cultura di quel meraviglioso museo a cielo aperto chiamato Roma, nel ruolo che fu di personaggi come Renato Nicolini e Gianni Borgna, la sindaca Raggi chiama un’amichetta di scuola esperta solo ed esclusivamente di Burlesque”, scrive il notiziario campione di gossip, riportando il pezzo di Roncone per Il Corsera-Sette.

E dire che Lorenza Fruci è assessore alla Cultura del Comune di Roma dal 22 gennaio scorso, le polemiche per essersi occupata tra le varie attività culturali pure di burlesque sono uscite e terminate da tempo, e altre ne sono seguite com’è di prassi per ogni cireneo che dietro alla Raggi si è messo in spalla la croce della città. Ma evidentemente per Roncone, il Corsera e persino un sito di anticipazioni giornalistiche dare notizie vecchie non è un problema se c’è da denigrare la sindaca. Di fatti nuovi non ce ne sono? Si ricicciano i vecchi. E pure Dagospia non è più tra le prime letture.

Leggi anche: Sondaggi a picco? Adesso per la Lega anche i tesserati sono al palo. Invece Fratelli d’Italia cresce e rischia di mangiarsi Salvini a breve

Gli ultimi editoriali

Vitalizi senza vergogna

Della vergognosa decisione di restituire il vitalizio al condannato per corruzione Formigoni ho già detto ieri tutto il male possibile. Oggi perciò ce n’è per

Continua »