L'Editoriale

Referendum, non tira aria buona

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Gli elettori non vanifichino le riforme. L’ultimo appello di Giorgio Napolitano arriva in un clima di grande incertezza per l’esito del referendum sulla nuova legge costituzionale. Qui l’aria che tira non è delle migliori, soprattutto se si aggiunge che votare no può mandare a casa un premier sempre meno apprezzato. Parlandone ieri agli artigiani della Cna, il Presidente emerito ha usato però un argomento incontrovertibile: per arrivare fino a qua ha dovuto sbatterci la testa tutti i nove anni di permanenza sul Colle. Scordiamoci perciò chissà quale meraviglia e, per dirla alla Montanelli, turiamoci il naso e andiamo avanti. In fin dei conti, una brutta riforma è sempre meglio di nessuna riforma, come sostiene Massimo Cacciari. Il problema è che una parte del Paese non intende affatto accontentarsi di quello che passa il convento. E l’offerta riformista dei Cinque Stelle è più invitante di quella sciapa e rabberciata uscita dalle Camere. Perciò non è difficile prevedere come finirà a ottobre. Proprio come ci dicono i sondaggi, che danno in aumento i no e gli indecisi. Un trend che non cambierà limitandosi ad ignorarlo, come sta facendo il premier.

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