L'Editoriale

L’uomo solo al comando ora è solo

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Squadra che vince non si cambia. Va bene. Ma che si fa se la squadra perde? Domani alla direzione del Pd Matteo Renzi dirà chi dei suoi va in panchina e chi entra in campo. Prima che tutti i tifosi abbandonino lo stadio. Tra le ipotesi c’è la nomina del ministro Maurizio Martina vicesegretario unico, sempre che accetti di lasciare il Governo. Sarebbe infatti assai strano che si accentrassero i compiti su qualcuno per seguire meglio il partito e poi questo signore possa lavorare solo a mezzo servizio.

All’insegna della distensione, il premier sta cercando di portarsi in segreteria un po’ dei suoi oppositori interni, ma dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, a quello del Lazio, Nicola Zingaretti, non ci sarebbe nessuna voglia di dare man forte a un premier che adesso tanti vedono in bilico. E dubbi si registrano dai fedelissimi fino ai giovani turchi, diventati suoi alleati dopo aver mollato i vecchi della ditta, tutti preoccupati di essere divorati come Crono faceva con i figli per evitare che lo uccidessero. Pier Luigi Bersani ed Enrico Letta stanno brigando per rifare l’Ulivo. Se non ci arriva Beppe Grillo, il regicidio può arrivare prima in casa Pd.

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