L'Editoriale

Renzi, obbligato a restare premier

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Condannato a restare premier. Cioè a farsi politicamente rottamare. Matteo Renzi si trova in queste ore di fronte a un bivio impensabile solo poche settimane fa, quando tutti i potenti del Paese si mettevano in fila alla Leopolda per baciargli la pantofola. Allora non aveva previsto non tanto la sconfitta al referendum quanto la congiura nel suo partito e in Parlamento.

Franceschini, che aveva tradito Enrico Letta accordandosi con la corrente dei Giovani turchi, è sul punto di ripetersi con l’ex sindaco di Firenze. Se Renzi non accetterà di suicidarsi presentando un nuovo governo (dove sarà ostaggio) i suoi ministri Franceschini e Orlando (Giovani turchi) lo metteranno in minoranza nel Pd, togliendogli la segreteria. Uno scenario che non lascerebbe al premier uscente altra strada se non mollare i dem per farsi un suo partito e sperare di non consumarsi troppo aspettando le elezioni del 2018.

Intanto Mattarella studia come dare un Esecutivo al Paese, sapendo che in Parlamento oggi c’è solo una maggioranza fortissima: quella di chi non vuole andare a votare. E finché c’è una maggioranza, sciogliere le Camere sarebbe un colpo di Stato.

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