L'Editoriale

Ritorsione politica da Bruxelles

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Una Commissione europea arrivata a fine corsa e con il fiato dei movimenti sovranisti sul collo ha fatto il più classico degli errori. La bocciatura della nostra Manovra per il 2019 è infatti la tipica azione inconsulta di chi è in preda al panico, e per colpire un avversario che fa paura finisce per spararsi sui piedi. Così adesso inizia un lungo iter burocratico, che produrrà i suoi effetti forse nell’autunno prossimo, mentre i mercati hanno già scontato la decisione di ieri (non a caso lo spread è persino sceso e la Borsa ha chiuso positiva). L’ultima foglia di fico rimasta a coprire le vergogne di Bruxelles, cadendo ha mostrato però che sull’Italia è stato emesso un verdetto politico e non economico. Anche perché con i dati sulla crescita tutti in frenata non c’è dubbio che servano solo politiche espansive. Quella sul nostro Paese è stata dunque una ritorsione, perché le forze politiche spedite a Palazzo Chigi con il voto democratico sono inconciliabili con i poteri forti che governano l’Ue dalla sua nascita. Siamo davanti a un colpo di coda, insomma, di un sistema che non vuole cedere il passo e che non si fa scrupoli di fondare il suo dominio sull’austerità e la disperazione di milioni di persone. Ora che questo gioco è scoperto, tutti coloro che credono nella supremazia della democrazia sullo spread non potranno quindi che serrare i ranghi, e alle elezioni europee di maggio regolare i conti con Juncker e gli altri despoti. E a quel punto la punizione inflitta all’Italia chissà che non ricada sui nostri stessi carnefici.

Gli ultimi editoriali

Segnali di saggezza da Marte

Dopo aver assistito inerme alla lapidazione quotidiana dei Cinque Stelle sul 98% dei giornali e telegiornali dello Stivale, ieri Beppe Grillo ha svelato ai suoi

Continua »