L'Editoriale

Salvini e la politica che torna con la lingua biforcuta

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Il Governo M5S – Lega, nella sua imprevedibile casualità, sta fornendo una grande occasione di cambiamento per il Paese. In appena dieci mesi ha varato misure di equità sociale e generazionale senza precedenti, come il Reddito di cittadinanza e Quota cento, ha bloccato i vitalizi dei politici, imposto leggi come la spazzacorrotti – rivoluzionaria in questa Italia bengodi dell’impunità – e duellato con l’Europa per riportare al centro del nostro essere comunità la persona e non più il rigore e i mercati. Tutto questo adesso è in bilico, perché alle prossime elezioni europee i sondaggi danno Salvini in forte ascesa, e un’invincibile armada di poteri forti, lobby e giornaloni tifa per il rompete le righe e la riedizione di un più elastico (a tutto) governo di Centrodestra. Il leader del Carroccio, da parte sua, non perde occasione per smentire questa tentazione, giurando che l’Esecutivo Conte durerà altri quattro anni. Poi però ne fa una dopo l’altra per provocare i pentastellati, attaccando pretestuosamente la sindaca Raggi e inventandosi qualcosa persino il giorno di Pasqua, pubblicando un’inquietante foto con il mitra in mano. Insomma, tra il dire e il fare c’è un abisso, come d’altra parte è sempre stato per la politica italiana, abituata a ciarlatani abilissimi nel prenderci in giro. Dunque, chi fa parte di un governo che si autodefinisce del cambiamento, se è cambiamento vero, non si contraddica continuando a parlar bene e razzolare male, e a partire dal sottosegretario Siri indagato per corruzione faccia vedere che è coerente, oppure abbia le palle di staccare la spina.

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