Se Sinistra e Destra pari sono

di Gaetano Pedullà

Destra e Sinistra sono ormai categorie ottocentesche. O se preferite club, peraltro molto indisciplinati al loro interno, dove l’unico obiettivo è il potere. Delle ideologie di fondo non resta traccia e nella foga di conquistare consenso ormai vediamo sistematicamente i partiti di Sinistra sostenere politiche tipiche della Destra e viceversa. Una Babele che rende ancora più difficile comprendere i politici. E non capendoli è inevitabile che i cittadini se ne allontanino. Due anni fa proprio nel primo editoriale di questo giornale esprimevamo esattamente questi concetti. Da allora nulla è cambiato. Vediamo così la Lega di Salvini manifestare tra ritratti del Duce e i saluti romani dell’alleato Casapound, l’ex democristiano Alfano grattare la pancia all’elettorato esasperato dall’invasione degli immigrati, tradizionalmente non proprio di Sinistra, e Renzi battere tutti con uno stile da perfetto democristiano: va in Ucraina a dare solidarietà a Poroshenko e poi a Mosca per fare lo stesso con Putin. E mentre c’è depone fiori sul luogo in cui è stato ucciso uno dei grandi oppositori del premier russo. Mentre in casa si mette la medaglia del Jobs Act, ma poi annuncia di voler fare riforme più di Sinistra, nella scuola promette la rivoluzione copernicana del premio al merito e poi nelle linee guida presentate martedì ritroviamo il solito assumi fischio di migliaia di precari con il solito criterio dell’anzianità. Facile in questo modo governare e fare anche le riforme. Ma la figura è barbina e il cambiamento inefficace e solo di facciata.

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