L'Editoriale

Se Tsipras Usa e getta la Merkel

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Che la salvino o no, la Grecia non starà mai più come prima in Europa. Troppo grande l’umiliazione inflitta a un Paese che con appena il 2% del Pil dell’intera Unione è stata fatta diventare un problema tanto grande da metterne a rischio persino la moneta comune. Nei prossimi giorni vedremo se la farsa del salvataggio ellenico si trasformerà in tragedia. Intanto prendiamo atto che il premier Tsipras si è recato ieri a Bruxelles con le tasche piene di voti euroscettici, ma senza uno straccio di proposta per i famelici ministri dell’Eurogruppo. Non c’era stato tempo per scrivere quattro paginette. Il tempo però l’ha trovato per informare dei suoi piani il presidente Usa, Obama. E d’altra parte, i falchi dell’asse franco-tedesco lo aspettavano solo per l’ennesima bocciatura. Mentre i leader dei Paesi mediterranei Renzi e Rajoy stanno sotto la gonna della Merkel, nonostante abbiano solo da guadagnare nel difendere il parafulmine Grecia. Tra una strizzata d’occhio alla Russia di Putin e la protezione chiesta agli Usa, la Grecia ha preso il largo da questa Europa. Una sconfitta della quale i tedeschi per primi dovrebbero chiedere conto alla loro cancelliera.

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