Ci serve solo un atomo di saggezza

Dopo aver aperto alla sostenibilità ambientale ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha fatto un’inversione a U sul nucleare.

E per fortuna che al centro del programma della von der Leyen c’è il New Green Deal europeo, cioè uno sforzo comune per rendere entro il 2050 il nostro continente a emissioni zero. Una promessa senza la quale la delfina della super festeggiata (perché se ne va) Angela Merkel si sarebbe sognato il via libera del Parlamento europeo alla sua elezione a capo della Commissione di Bruxelles.

SESSIONE PLENARIA DEL PARLAMENTO UE

Dopo aver aperto alla sostenibilità ambientale, per tenersi buoni i partiti verdi in crescita in tutta Europa, e allentato i cordoni della borsa col Recovery Fund (serve a tutti) ieri ha fatto un’inversione a U sul nucleare, diventato improvvisamente indispensabile per liberarci dalla dipendenza dell’energia di origine fossile. Insomma, siccome gas e petrolio inquinano, passiamo pure dalla padella alla brace, e sostituiamoli con la fissione nucleare, che tanto le scorie possono metterci appena centinaia di anni per perdere un po’ di radioattività.

Il nucleare che si ha in mente, sia chiaro, è quello buono e pulito, con una definizione che non potrebbe essere più falsa. Ma il marketing delle multinazionali dell’atomo fa miracoli mentre – guardate che coincidenza – il prezzo di greggio e gas naturale schizza alle stelle, inizia a parlare di nuove centrali persino il nostro ministro della transizione ecologica, e la Lega un secondo dopo la svolta di Ursula ha già pronta casualmente una proposta di legge per superare la volontà popolare espressa in ben due referendum contro il nucleare. Un gioco a tenaglia che sarebbe controproducente far passare, soprattutto per l’Italia.

Se è inevitabile che tra qualche mese i prezzi dell’energia tornino a scendere (i grandi produttori non terranno gli impianti a stecchetto a lungo), per accendere la prima lampadina con una nuova centrale atomica serviranno molti anni (che in Italia diventeranno moltissimi, visto che qui non si riesce a decidere neppure dove mettere il deposito nazionale degli scarti radioattivi). Nel frattempo l’Ue applicherà un regime fiscale di vantaggio (tassometria) a chi il nucleare ce l’ha già, a partire dai francesi. Così loro incasseranno oggi mentre noi cominceremo a inquinare per guadagnarci, se sarà, domani. Che geni!