L'Editoriale

Sì allo shock no alle sciocchezze

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Cinque Stelle e Lega se la stanno vedendo brutta, Salvini si è visto la partita e gli italiani rischiano di vedere sorci verdi. Diciamolo subito: il Governo gialloverde non cadrà per la riforma della prescrizione o per la ritorsione sul decreto sicurezza, ma di sicuro la maggioranza non sta facendo affatto una bella figura, prestando il fianco alle opposizioni in Parlamento e soprattutto ai tecnocrati europei ai quali non pare vero di poter dimostrare che il nostro Paese è alla deriva. Il dna completamente diverso del Movimento e del Carroccio, pur tenuto insieme da un sentire comune tra i reciproci elettori e dal contratto di governo affidato al premier Conte, sta mostrando quanto sia difficile cambiare radicalmente lo Stato se si hanno le casse vuote e ci sono elezioni dietro l’angolo. All’origine della frattura inattesa di questi giorni c’è infatti l’agitazione provocata da sondaggi realizzati apposta per creare scompiglio in vista delle Europee di maggio. Rilevazioni che premiano Salvini a scapito di Di Maio, come d’altra parte è normale che sia quando si lavora a testa bassa e dicendo i No che servono si diventa inevitabilmente impopolari. Per raggiungere i risultati che servono all’Italia serve però tempo, e se si governa con la testa ai sondaggi e non alle cose da fare, si può sperare in qualche seggio in più alle urne successive, ma non nella salvezza di un Paese che nessuna vecchia ricetta politica è riuscita a rianimare, e ora aspetta di vedere lo shock promesso da populisti e sovranisti, e non le loro sciocchezze.

Gli ultimi editoriali

I finti miracoli di Gualtieri

Facciamolo santo subito. E visti gli ultimi miracoli, mettiamolo tra i beati che contano, minimo minimo alla destra del Padre. A Roberto Gualtieri, d’altra parte,

Continua »

La Tv democratica non è folle

Per quanto l’ex premier Mario Monti abbia rettificato, l’idea di selezionare “in modo meno democratico” chi fa informazione è indigeribile. Il controllo dei media è

Continua »
L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La scelta responsabile di un leader

Bisogna aver bisticciato da piccoli con la matematica e la logica politica per sostenere che Giuseppe Conte abbia rinunciato a candidarsi alla Camera a Roma (leggi l’articolo) per paura di essere battuto da Calenda e Renzi. I due, che insieme non arrivano al 4% nazionale,

Continua »
TV E MEDIA