L'Editoriale

Sicurezza priorità dimenticata

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di Gaetano Pedullà

Un passo avanti e due indietro, anche il Job Act si avvia a diventare legge. Doveva essere una rivoluzione, sarà invece una riforma zoppa. Per renderla meno indigesta a sinistra Pd e sindacati, torna infatti il reintegro in caso di licenziamento disciplinare senza giusta causa. Quali saranno queste giuste cause lo vedremo nei decreti delegati, ma dall’entusiasmo con cui si è ricompattata la minoranza Dem c’è da scommettere che le maglie saranno larghe. Renzi incassa così la sua riforma e, come effetto collaterale, un maggiore isolamento della Camusso, ormai mollata da Cisl e Uil. Alla politica e al sindacato che fa politica sfugge però che mentre ci si accapiglia per definire nuove regole (in questo caso del lavoro), c’è un’Italia vasta che delle regole (tutte) se ne sbatte. Le occupazioni abusive degli alloggi popolari a Milano e Roma – dove ieri c’è quasi scappato il morto – sono una prassi. Così come la violenza nelle periferie. E la rivolta degli abitanti di Tor Sapienza, nella Capitale, con i residenti che si fanno giustizia da soli per i furti degli immigrati, è il certificato di morte di uno Stato che continua a mettere e togliere regole. Senza la forza però di applicarle.

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