L'Editoriale

Spiazzati dalla piazza

Per Mattarella i giovani in piazza sono "una grande questione sociale" che deve "mobilitare tutte le forze della società”. Ma le uniche forze messe in campo dal governo sono quelle dell’ordine

Spiazzati dalla piazza

La miccia che ha innescato il cortocircuito ministeriale l’ha accesa martedì Guido Crosetto: “I fatti di Milano e di altre parti del Paese sono una cosa profondamente diversa da ciò che abbiamo vissuto in altre epoche – ha sentenziato il ministro della Difesa –. Il frutto, il punto di arrivo di una guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali, come quello dei social, TikTok o YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e reagisca”.

Spiazzati dalla piazza

Crosetto non ha fatto nomi, ma l’identikit, saltando sulla sedia, lo ha tracciato Matteo Salvini: “Nessuna organizzazione o regia dietro i disordini – ha replicato il vice premier –. Ho letto cose strambe, i russi. No, basta”. Ieri, invece, è toccato all’altro Matteo, Piantedosi, smentire il ministro della Difesa: “Non abbiamo elementi per poter dire nulla da questo punto di vista”. Cioè riguardo la presunta regia esterna delle manifestazioni che hanno portato in piazza migliaia di manifestanti lo scorso fine settimana. Niente Russia, insomma, dietro le proteste.

Musica per le orecchie di Salvini che, escluso lo zampino del Cremlino, finite le felpe da sfoggiare è passato direttamente al basco d’ordinanza dei parà, in vista delle manifestazioni annunciate per il prossimo week-end: “Spero che non ci sia un mix fra anarchici ProPal e maranza, però abbiamo più di 5.000 uomini e donne nelle forze dell’ordine solo in città. Se a questi aggiungiamo i 500 parà della folgore, da milanese sono fiducioso”. Ergo: “Chi ha intenzione di tornare a Milano per saccheggiare…”. Per la serie, uomo avvisato… Insomma, un turbinio di dichiarazioni e smentite incrociate con un minimo comune denominatore: alimentare l’equazione tra le migliaia di manifestanti riversatisi pacificamente nelle piazze per protestare contro le politiche del governo e le poche decine di violenti (tale è il numero degli arrestati). Regia esterna a parte, su questo al governo sono tutti d’accordo.

Così è toccato al capo dello Stato, Mattarella, ricordare che il disagio sociale non è solo questione di ordine pubblico. “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Ma dal governo, spiazzato dalla piazza, le uniche forze messe in campo, sono quelle dell’ordine.