L'Editoriale

Strategia industriale suicida

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Tre grandi gruppi industriali italiani che se le danno di santa ragione per fregarsi l’un con l’altro i soldi promessi dallo Stato per portare nelle nostre case la banda larga, cioè i telefoni e la tv del futuro. Quello che sta avvenendo tra Telecom, Enel e Ferrovie non è solo il fallimento del nostro sistema Paese, ma la prova provata che non abbiamo uno straccio di politica industriale. Qui tutti possono fare tutto e lo Stato – che è o è stato grande azionista di questi colossi – paga e al massimo fa lo spettatore. I campioni dell’economia nazionale fanno così la fine dei capponi di Renzo, troppo impegnati a beccarsi tra loro per accorgersi di essere sul punto di finire in pentola. Mentre la competizione economica sul piano globale diventa più dura che mai, l’interesse superiore del Paese imporrebbe ai nostri gruppi di cooperare. Per questo scopo i governi di tutti i colori politici hanno buttato vagonate di soldi pubblici in operazioni disperate, come il salvataggio dell’Alitalia. Adesso però di questo sistema Paese non si parla più. E ci scopriamo una Jungla. Dove i leoni più grossi avranno sempre meno problemi per sbranare i litigiosi pigmei italiani.

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