L'Editoriale

Sulle imposte il Governo può fare di più

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L’economia italiana è ripartita, ma il passo è lento e i meriti sono solo in parte del Governo. La mossa degli 80 euro è stata giustissima, così come la decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma queste decisioni da sole non avrebbero potuto frenare una crisi che dura da sette anni e ha desertificato la nostra industria, bruciato oltre un milione di posti di lavoro e fiaccato i consumi. A farci riprendere ossigeno sono stati piuttosto l’allentamento dei vincoli europei sulla spesa, l’immissione di liquidità monetaria della Bce e soprattutto la tregua dei tedeschi sulla fallimentare (non per loro) politica del rigore sui conti pubblici. Possiamo accontentarci? No, e la prova che si può fare di più, che si può correre e non rassegnarci a prendere le briciole che ci lascia Berlino, arriva da Londra dove oggi il premier conservatore Cameron abolirà le tasse di successione fino a un milione di sterline (1,4 miliardi di euro). Tagliare le tasse (e la burocrazia e i vincoli al libero mercato) è la ricetta che la Gran Bretagna utilizza da anni, e non sarà un caso se il loro mercato vola. Osare di più anche in Italia non è vietato.

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