L'Editoriale

Super sciocchezze al 110%

Ora pure i grandi nemici del Superbonus si sono accorti di quanto serva, e di quante imprese e famiglie finiranno sul lastrico.

Super sciocchezze al 110%

Se in tante trasmissioni tv, due anni fa, non fossi stato l’unico a battermi contro tutti per difendere il Superbonus 110% ora dovrei credere che questa misura sia farina del sacco delle destre, e più di tutte Forza Italia, arrivata ieri a mettersi di traverso sulla manovra se non ci sarà una proroga alle agevolazioni.

Eppure, ricordo bene che a ideare l’incentivo fu il governo Conte, e i partiti dell’attuale maggioranza lo contestavano con gli stessi argomenti sbagliati usati contro il Reddito di cittadinanza: costava troppo e c’era chi truffava. Nessuno, ovviamente, ne spiegava i benefici in termini di occupazione, di maggiore gettito fiscale e di crescita del Pil, arrivato nel 2021 a +8,3%, al top in Europa.

Nel frattempo, a Palazzo Chigi si era insediato Draghi, contrario alla misura, e la Meloni che stava all’opposizione cominciò a cavalcare il Superbonus, al punto da promettere di migliorarlo. Una volta al comando, però, la premier e il suo ministro Giorgetti hanno cambiato idea, dicendo che la misura costa troppo, anche se centri studi indipendenti come Nomisma dicono il contrario. Tutto deciso, dunque?

Niente affatto, perché ora pure i grandi nemici di questo incentivo si sono accorti di quanto serva, e di quante imprese e famiglie finiranno sul lastrico senza completare almeno i lavori in corso. Da qui le pressioni sulla Meloni, a cui però sembra stare più a cuore il rigore sui conti pubblici. Dovremo dunque aspettare l’approvazione della manovra per vedere se Forza Italia troverà ascolto, e di conseguenza se conta qualcosa.

Per sapere, invece, quanto conti fesserie la Meloni non bisogna attendere. Basta la sciocchezza che ha detto ieri sugli istituti di credito felici di guadagnare finanziando il Superbonus. Strano, però, che le banche abbiano respinto migliaia di richieste e bloccato per mesi la ricezione delle domande. Pensate che stupide: potevano da fare più soldi e si sono rifiutate. Ma per fortuna poi ci ha pensato Giorgia a farle guadagnare sul serio, cancellando la tassa sugli extraprofitti. E questo spiega meglio di ogni cosa perché la premier può contraddirsi su tutto, ma il sistema dei soliti noti per ora se la tiene stretta.