L'Editoriale

Terremoto nelle Marche. Non ci serve un’Europa senza cuore

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Un’Europa senza cuore. Mezza Italia sta ancora ballando per il terremoto tra Marche e Umbria e a Bruxelles rispondono candidamente che si riservano di valutare se i soldi che il Governo ha appena iniziato a stanziare potranno essere detratti o no dalle regole di bilancio.

Invece di soccorrere un Paese già alle corde tra bassa crescita e pressione degli immigrati, la Comunità burocratica europea non riesce ad avere un sussulto di umanità neppure davanti a un terremoto. Così vanno a farsi benedire tutti gli ideali che ci hanno spinto – noi italiani per primi – a concretizzare il concetto di Europa.

Se non c’è considerazione per una tragedia che colpisce tanto profondamente una nazione è chiaro che non può esserci considerazione per null’altro, a cominciare dalle esigenze economiche. Di questa Comunità, che così ha gettato la maschera, è perciò il momento di prendere ragionevolmente atto. Le scaramucce sui conti pubblici, le lettere di critiche al governo, le tirate d’orecchie come ai ragazzini sono ormai consuetudini a cui ci pieghiamo in nome di un bene superiore. Quel bene Europa che invece a noi non ci vuole affatto tanto bene.

Gli ultimi editoriali