Terrorismo su Inps e pandemia

di Gaetano Pedullà

Ci sono molti modi di fare terrorismo. Conosciamo bene quello politico e religioso, mentre la novità è quello sanitario, di gran moda nel crescente numero di scettici sul Covid. Non avevamo idea però di arrivare al terrorismo assistenziale. A tirare le bombe sono da settimane alcuni giornali, immancabilmente rilanciati nei talk show televisivi, quasi tutti ormai orientati contro il Governo. A fronte della pandemia – si sostiene – il bazooka promesso dal premier Conte sta sparando a salve, e la prova regina sono un milione di poveri cassa integrati che aspettano ancora i soldi di marzo.

Una balla sesquipedale, perché l’Inps ha pagato quasi tutte le posizioni dovute anche per aprile e maggio (non si arriverebbe a 25mila casi, comunque da sanare con urgenza), mentre solo per giugno i lavoratori in attesa sono meno di 150mila, e tutti legati a quattro casi particolari: i piccoli imprenditori iscritti al Fondo Artigiani e ai Fondi bilaterali (che hanno appena ricevuto un miliardo per saldare tutto), i dipendenti delle aziende plurilocalizzate (cioè con più sedi sparse nel Paese) e poche categorie in deroga, che hanno scontato l’iniziale ritardo delle Regioni, oggi peraltro in gran parte recuperato.

A differenza di quello che ci raccontano, trovando con difficoltà pochi singoli casi, l’Inps ad oggi ha erogato 11,2 milioni tra bonus Covid, cassa integrazione, Reddito di ultima istanza, indennità ai lavoratori domestici, stagionali e impiegati nel turismo e nello spettacolo, per un valore ad oggi di 15 miliardi. Eppure se accendiamo la tv sembra che nessuno abbia visto il becco di un quattrino, che la povera gente sia stata abbandonata da un Governo che per uno strano scherzo del destino ha fatto quanto nessun altro nella storia d’Italia per combattere la povertà.

Una retorica che serve ad alimentare un disagio economico che certamente esiste, ma che evidentemente fa gioco esasperare. Uno schema tanto vecchio quanto scorretto, che spinge le persone ad indignarsi e possibilmente a votare alla prima occasione proprio per chi le sta ingannando.

 

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