L'Editoriale

Test psico-attitudinali per tutti

Perché solo ai magistrati? Allarghiamo la platea dei test ai rappresentanti di governo e a tutta la classe dirigente politica italiana.

Test psico-attitudinali per tutti
Si potrebbe raccogliere la provocazione (che poi è una brutta copia dell’originale berlusconiano) del ministro Nordio sui test psico-attitudinali per i magistrati. Anzi, volendo si potrebbe fare di più, allargando la platea dei testati ai rappresentanti di governo e a tutta la classe dirigente politica italiana.

Si potrebbe per esempio sottoporre a test una ministra al Turismo plurindagata anche per reati di truffa ai danni dello Stato. Così il test potrebbe finalmente dirci per quale arcano motivo vorrebbe essere una presenza rassicurante nel suo ruolo di garanzia verso i cittadini.

Si potrebbe testare un ministro ai Trasporti che rivendica credibilità pur avendo avuto in diversi campi (giustizia, ponte, rapporti internazionali solo per citarne qualcuno) una posizione e poi il suo contrario.

Si potrebbe testare un ministro della Giustizia, sì lo stesso Nordio, per verificare come sia possibile alzare i toni di una campagna referendaria mentre se ne denunciano i toni troppo alti. Oppure il test attitudinale potrebbe dirci come sia possibile che il ministro neghi che qualcuno del governo abbia mai detto che la riforma “velocizzerà la giustizia” proprio mentre il partito della sua presidente del Consiglio scrive letteralmente “Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 vota Sì per una giustizia più efficace, veloce, giusta”.

Si potrebbe testare il ministro degli Esteri, quello che parla di “diritto internazionale fino a un certo punto” per sapere una volta per tutte di quale punto stiamo parlando, dove sia esattamente, se appena dopo un genocidio oppure due metri prima della polizia americana che spara ai cittadini americani per difendere i confini americani.

Pensandoci bene si potrebbe testare anche la catena di comando della Rai. Potremmo sapere finalmente che sindrome sia quella di fare di tutto per perdere autorevolezza, spettatori, credibilità a danno dei giornalisti che ci lavorano, degli italiani che la guardano e di quelli che la pagano.

Oppure potremmo testare proprio lei, la presidente del Consiglio, per comprendere come classifichi le priorità del Paese e degli italiani, sorvolando sulla povertà che cresce e sul lavoro che si impoverisce per ossessionarsi (e ossessionarci) sui prossimi ospiti di Sanremo.

Ha ragione Nordio, via con i test.