Tutte le balle a destra e sinistra

A un mese e mezzo dalle elezioni si può pubblicare già un manuale con tutte le balle che ci raccontano i partiti e i giornali.

Chissà quante ne sentiremo ancora, ma a un mese e mezzo dalle elezioni si può pubblicare già un manuale con tutte le balle che ci raccontano i partiti e i giornali. Riassumiamo le migliori. Quello di Calenda e Renzi è il terzo polo, anche se tutte le proiezioni li danno molto sotto ai Cinque Stelle.

INCONTRO TRA LETTA E CALENDA ALLA CAMERA

La matematica non è un’opinione, ma pur di ignorare il Movimento tutto va bene. Unico alibi: quello di Conte non è un polo ma il campo giusto del welfare, della transizione ecologica, della crescita sostenibile e della pace.

Temi che per Enrico Letta sono bandiere del Pd, quando invece proprio i dem hanno spinto il rinnovo per dieci anni delle perforazioni minerarie nell’Adriatico, si sono inginocchiati a Draghi che voleva aumentare di 15 miliardi la spesa militare e non hanno mai fatto le barricate per difendere il Reddito di cittadinanza, su cui in principio votarono pure contro.

Bugie in serie anche dalle destre. La Meloni dice di aver tagliato tutti i ponti col passato fascista, ma si tiene stretta la fiamma nel simbolo, che non rappresenta certo il braciere olimpico. Berlusconi si scusa per aver parlato di dimissioni di Mattarella dopo la trasformazione del nostro sistema da parlamentare a presidenziale, ma pure questa è una bugia, perché i pieni poteri (in un modo o nell’altro) sono quello che sogna da sempre con Fratelli d’Italia e Lega.

C’è poi il capitolo fiscale, con flat tax per tutti i gusti, con costi che vanno da alcune decine a centinaia di miliardi, di cui ovviamente non si dice mai chi caccia i denari. Un libro dei sogni, insomma, per non parlare di monumentale presa in giro degli elettori. Se però cerchiamo la madre di tutte le menzogne, basta guardare il programma elettorale, dove si annunciano la cancellazione del Reddito di cittadinanza e il ponte sullo stretto di Messina.

Poi – è scritto – ai poveri si penserà in qualche maniera, mentre la realtà è che ripartiranno con le opere faraoniche (e spesso mai completate) del passato, togliendo l’unico piatto di pasta a chi non ha altro da mangiare. E qui, oltre che bugiardi, sono pure farabutti.