L'Editoriale

Ultrà divisi mentre si perde

Conte Grillo M5S
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Devo dire la verità: più che la rottura tra Conte e Grillo mi sorprende, e mi delude, la violenza con cui da giorni i Cinque Stelle si stanno fronteggiando come rancorose tifoserie. Invece di costringere i due contendenti a parlarsi e chiudersi in una stanza fino alla stesura del migliore statuto possibile, vedo militanti della prima ora scatenati nel cantare “meno male che Conte c’è”, manco fosse il monarca di Arcore e l’idea di democrazia diretta su cui è nato il Movimento sia stata solo un’illusione.

Dall’altro lato, neppure gli “ortodossi” ci vanno leggeri, e così un grande visionario e un ex premier di valore prendono strade diverse, alla fine privandosi di energie positive entrambi. E dire che aver convinto undici milioni di italiani a dire vaffa ai soliti partiti, così come aver strappato 209 miliardi in Europa, dovrebbero aver richiesto uno sforzo non minore dal mettere allo stesso tavolo due persone di innegabile spessore come Giuseppe e Beppe.

Per questo non mi unisco ai cattivi consiglieri che soffiano sul fuoco, e con l’onestà di giudizio che ho sempre riservato ai Cinque Stelle ricordo che non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta. Gli spiragli, d’altra parte, ci sono, e ieri Grillo riconoscendo di aver potuto offendere Conte con qualche battuta di troppo ha fatto un primo passo. Possibile che un gigante come Conte non voglia rispondere da par suo? A meno di avere già pronto un suo partito – e dunque la decisione presa di rompere – l’ex premier può ancora impedire una dolorosa scissione. E se oggi è amato, domani esserlo ancora di più.

Leggi anche: Botte e risposte solo a distanza. Conte e Grillo sfasciano tutto senza il buonsenso di parlarsi. Già si vedono gli schieramenti. Col garante Toninelli, Ruocco, Spadafora, Battelli & C. Ma la maggioranza dei gruppi sta con l’ex premier.

Gli ultimi editoriali