L'Editoriale

Un Paese in mano ai soliti noti

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L’Italia, un Paese con 60 milioni di persone inutili. Per tutto quello che conta, infatti, c’è solo un circolino con i soliti noti. A un signore come Montezemolo, per esempio, è difficile contare quanti sederi dovrebbe avere per occupare tutte le poltrone che possiede. Presidente dell’Alitalia, vice presidente di Unicredit, azionista del treno Italo. E adesso, come nel più classico caso di assassino che torna sul luogo del delitto, presidente del comitato promotore delle Olimpiadi 2024 a Roma. Un ritorno, perché nella Capitale il manager aveva già gestito il grande appuntamento dei mondiali di calcio 1990. Come finì lo abbiamo visto tutti: opere pubbliche strapagate, lavori mai finiti, sperperi che gridano ancora oggi vendetta. Eppure, per portare in Italia i giochi, non si è trovato di meglio. Felice il presidente del Coni, quel Giovanni Malagò guarda caso tra i compagni di merende di Montezemolo. Quando l’ex presidente della Fiat – tra i suoi mille impegni – troverà il tempo per le Olimpiadi è un mistero, ma nel circoletto la regola è “io faccio un favore a te e tu poi lo fai a me”. Gli altri 60 milioni di italiani si rassegnino.

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