L'Editoriale

Un Paese stanco di aspettare

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Alla fine si è arrivati al bivio. Dopo 14 mesi di discussioni, di modifiche, di trattative per far passare il testo già due volte alle Camere si può approvare la legge elettorale oppure far finta di aver giocato e tornare alla casella iniziale. Le opposizioni che pensano solo al loro piccolo tornaconto politico stanno gridando come aquile. Con reazioni paradossali, come nel caso di Forza Italia che votò la legge ai tempi del Patto del Nazareno e adesso la definisce incostituzionale. A parte il no d’ordinanza dei Cinque Stelle e dell’altro partito del no a tutto che ha il suo manifesto nel Fatto quotidiano, a lasciare senza parole è il regolamento dei conti nel Pd. È chiaro a tutti che la Sinistra del partito – con dinosauri che dovrebbero chiedere scusa per quello che hanno fatto diventare questo Paese – ha come unico obiettivo disarmare Renzi. Problemi loro, insomma, per i quali non può essere l’Italia a pagare come sempre il prezzo. L’Italicum non sarà la migliore legge elettorale del mondo, ma continuare a restare immobili è il peggio che possa capitare a questo Paese. Un’Italia che non può fermarsi all’infinito per i giochetti dei Bersani, D’Alema e Civati di turno.

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