L'Editoriale

Un Papa e i mercanti nel Tempio

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Come Gesù che scacciò i mercanti dal tempio, il Papa nel Palazzo di Vetro ha sfidato una grande ipocrisia dei nostri tempi. Le nazioni che si dicono unite nel cercare la pace, difendere i deboli e arginare i forti, in realtà sono inermi di fronte a ogni ingiustizia. Anzi. Con il manto del diritto si macchiano di peccati gravi, come l’usura a danno dei Paesi poveri. Una realtà sotto gli occhi di tutti. Per non parlare dell’immobilismo mentre il fanatismo islamico uccide migliaia di persone e altrettante ne fa morire mentre tentano la fuga sulle rotte del Mediterraneo. Ciò nonostante, di leader politici o morali che dicano queste cose in faccia all’Onu non se ne vedono molti. Per questo il discorso di Bergoglio ieri a New York è di portata storica e da oggi impedisce a questa istituzione – diventata un’appendice sterile degli Usa – di dire “non sapevamo”, “non avevamo capito” mentre il terrore e la finanza più avida fanno i loro comodi per il mondo. Una certa deriva politica e culturale definisce Francesco, in modo sprezzante, un Papa rosso. Un rivoluzionario. Ma è di queste rivoluzioni che c’è bisogno. Se non si vuole continuare con i mercati nel tempio.

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