L'Editoriale

Un voto di cattiva coscienza

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I garantisti e le anime belle per favore ci risparmino la difesa dell’indifendibile. In Puglia politica e malaffare hanno creato un buco da 500 milioni con le case di cura della Divina Provvidenza, e le prove che dietro questo buco ci sia il senatore Ncd Azzollini sono visibili pure ai ciechi. La Procura di Trani ne ha chiesto l’arresto e il giudice del riesame ha appena negato il ricorso contro il provvedimento. Il no al carcere deciso ieri a larga maggioranza dal Senato è dunque una decisione solo politica, con uno scopo fin troppo chiaro: evitare di logorare i rapporti tra Pd e Nuovo Centrodestra per non perdere quei già pochi consensi su cui poggia la maggioranza a Palazzo Madama. Tutto questo però c’entra poco con la Giustizia e con una visione etica dello Stato. Proprio il giorno dopo aver tagliato 2 miliardi alla Sanità si lascia libero un signore che dovrà comunque rispondere di una bancarotta colossale, con le ovvie ripercussioni sulla salute di migliaia di persone. La decisione del capogruppo Pd Zanda di lasciare i senatori liberi di votare secondo coscienza ha mostrato che brutta coscienza c’è in Parlamento quando si tratta di salvare le poltrone.

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