L'Editoriale

Una bugia sulla guerra di religione

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Meno male che ormai quasi nessuno creda più nell’infallibilità dei Papi. Perché per bersi le parole pronunciate ieri da Bergoglio ce ne vuole. Quella con i terroristi è una guerra ma non di religione, ha detto Francesco saltando a piè pari che l’attacco della jihad è contro l’Occidente. E dunque inscindibilmente contro la Chiesa e la religione cattolica. I due obiettivi, infatti, non sono per niente diversi. Certo, l’Occidente moderno è il più secolarizzato di sempre, con le chiese deserte e i cristiani più credenti negli oroscopi di Branko e le stelle che nel Vangelo. Questo Occidente è però il frutto di una cultura cattolica, con tutte le sue declinazioni di culto, che ha formato la nostra identità. Colpire un sacerdote mentre celebra messa o i giovani a un concerto, una folla su un lungomare, i ragazzi dentro un bar – i templi insomma della nostra civiltà – fa parte dello stesso piano criminoso. Una guerra tra mondi, dove la religione è il bersaglio diretto e indiretto. Uno scenario che il Vaticano conosce bene, visti i tanti religiosi trucidati nel mondo. Perciò il tentativo di rasserenare gli animi con una bugia non fa troppo onore a Bergoglio.

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