L'Editoriale

Una faziosità che acceca i confederali

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Finalmente in Italia c’è qualche posto di lavoro in più: 203mila contratti che invertono un trend sempre negativo da cinque anni a questa parte. Tutti contenti? I sindacati no. Non è una svolta, ma un regalo alle imprese con meno diritti ai lavoratori, dice la Cgil. Incredibile ma vero: quegli stessi sindacati che hanno imbalsamato il mercato del lavoro per decenni e che appena pochi giorni fa – il primo maggio – strillavano chiedendo misure per l’occupazione, adesso contestano il governo che ha messo nel piatto 150 milioni per tagliare i contributi. Senza questa misura oggi saremmo infatti a piangerci addosso per l’ennesima rilevazione negativa. Ora, se i sindacati vogliono fare politica – dove ormai quasi tutto è ammesso – si accomodino pure, ma se il loro ruolo è quello di difendere il lavoro, o i giovani che lo cercano e i pensionati per quanto hanno maturato, allora questa faziosità da guerra totale contro l’esecutivo non se la possono permettere. Anche perché li ridicolizza e mostra plasticamente come dietro tante buone intenzioni si nasconda dell’altro, a partire da una strumentalizzazione ormai sin troppo evidente delle piazze.

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