L'Editoriale

Una politica allergica alle cure forti

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I problemi di Roma vengono da lontano, la siccità non è certo colpa dei Cinque Stelle e in un anno neppure la migliore amministrazione al mondo poteva fare i miracoli. Qui però i guai aumentano e alle responsabilità più antiche se ne sommano di nuove. L’amministratore dell’Atac andato via dopo poche settimane era stato scelto dalla Raggi e la medicina che gli hanno impedito di usare per salvare i trasporti pubblici nella Capitale sarà pure amara ma è comunque una cura, sempre meglio di niente rispetto a restare fermi a guardare il malato che muore. Il manager voleva portare la municipalizzata in concordato preventivo, come d’altra parte si è già fatto per altri disastri pubblici (vedi la Fiera di Roma). Così si sarebbe potuto rinegoziare un debito da oltre 1,3 miliardi e far dimagrire un colosso che non sta in piedi. I Cinque Stelle hanno detto no e ora si cercherà un nuovo Ad a cui sarà subito chiaro che la politica chiede di risolvere i problemi ma poi non fa niente per riuscirci sul serio. Un andazzo che al momento la Raggi e il suo Movimento non stanno dimostrando di saper cambiare.

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