Gli insegnanti li abbiamo appena visti in piazza, arrabbiatissimi insieme ai loro sindacati contro la riforma della scuola. Ieri perรฒ tutto taceva mentre lโOcse certificava che per lโoccupazione giovanile solo la Grecia fa peggio dellโItalia. Il tasso di occupazione dei nostri ragazzi รจ sceso dal 64% del 2007 a poco piรน del 52% di oggi. Molti neppure ci provano piรน a cercarsi un impiego. Tutta colpa della crisi? Fino a un certo punto cโentra anche questa, รจ chiaro, ma il vero nodo sta nellโassoluto scollamento tra quello che si impara negli anni della formazione e quello di cui cโรจ bisogno nel mondo del lavoro. Scuola e impresa sembrano vivere su mondi diversi. Solo in Italia dโaltronde si esce dal ciclo scolastico senza saper far niente. Addirittura spesso senza neppure sapere se e in che direzione continuare gli studi allโuniversitร . Questo รจ il motivo per cui i ragazzi italiani stanno alla finestra, talvolta per anni, mentre in quei Paesi dove la scuola insegna anche a lavorare ci si emancipa prima. Concetti che i sindacati piรน di tutti dovrebbero capire per accelerare col cambiamento di questa grande fabbrica di disoccupati che รจ la nostra scuola.
L'Editoriale