L'Editoriale

Una svolta che val bene un selfie

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Quando si seppe – senza averne conferma – che Berlusconi chiamava culona la cancelliera tedesca Angela Merkel non ci sfiorò l’idea di dare al Cavaliere l’oscar del bon ton. Ma vederle fare ieri i selfie con gli immigrati non ci ha lasciato dubbi: questa è una paraculona. Non si offenda la signora, ma i vocabolari definiscono così una persona furba, opportunista e capace di vogere le situazioni a proprio vantaggio. Esattamente quello che sta facendo la cancelliera, della quale questo giornale ha già spiegato nei giorni scorsi l’opportunismo politico ed economico nell’apertura sui migranti. Per la Germania, che oggi vede un po’ di ripresa in Europa e vuole garantirsi di restarne a lungo la locomotiva, accettare adesso questi disperati significa poterli scegliere. E assicurarsi quelli provenienti dai Paesi più evoluti, istruiti e dunque subito impiegabili nel sistema produttivo. Cosa si faceva a Berlino gli anni scorsi, quando il barometro economico del vecchio continente segnava recessione, non si sa. Eppure i migranti morivano a migliaia nel Mediterraneo e l’Italia era lasciata sola in un immane sforzo umanitario. Con una crisi – imposta proprio dalla signora Merkel e dalle sue fallimentari politiche sul rigore nei conti pubblici – che ha fatto diventare migranti anche moltissimi italiani. Una crisi che ha fatto diventare la vita difficile e aumentare l’intolleranza. Depositando una bomba sociale nel cuore dell’Europa che adesso non basterà un selfie per disinnescare.

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