L'Editoriale

Un’arma finta che spara un colpo vero

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

Un fucile finto che ha sparato un proiettile vero. E se fossimo un Paese che sa indignarsi, il colpo sarebbe arrivato più in alto possibile, fino al ministro Alfano e a chi ci ha raccontato che con il Giubileo il livello di sicurezza è massimo. Ieri invece abbiamo visto un tizio girare per ore con un’arma, salire su un treno ed essere pure lasciato tranquillamente scendere dopo aver appurato che a spaventare centinaia di persone era stato solo un giocattolo. Il sospetto l’avevamo, ma ora c’è la prova che a Roma l’unica sicurezza è che non c’è da stare sicuri. Un fucile inquadrato dalle telecamere e portato disinvoltamente tra la folla doveva far scattare una reazione immediata, che invece è arrivata tardiva. E se l’arma fosse stata vera oggi probabilmente conteremmo chissà quanti morti. Possiamo accontentarci di tirare un sospiro di sollievo e ringraziare per la milionesima volta la nostra buona stella? Non che non possiamo farlo, e la politica dovrebbe risponderene, prendendo atto che il Paese non è al sicuro, a parte Lor signori con le scorte, neppure nei luoghi più sensibili e apparentemente a prova di attentato.

Gli ultimi editoriali

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA