Uno Stato che non spia ma ci tutela

di Gaetano Pedullà
GIUSEPPE CONTE

La mattina accusano il Governo di varare norme liberticide, scavalcando il Parlamento col continuo ricorso ai Dpcm, e la sera protestano perché lo stesso Governo preso a schiaffi non li coinvolge nelle sue decisioni. Salvini e Meloni, in perenne sindrome da dottor Jekyll e Mister Hyde, continuano ad ignorare la realtà, col nuovo record dei contagi, gli ospedali che tornano a riempirsi velocemente, Parigi che ordina il coprifuoco alle 21 e mezzo mondo che si avvia a nuovi lockdown.

Pur di mettere in croce un Esecutivo che sta facendo il possibile e anche di più per aumentare la prevenzione senza paralizzare la scuola in presenza e le attività economiche, i leader dell’opposizione con l’orchestra delle tv di riferimento dicono tutto e l’esatto contrario, spesso riuscendo a smentirsi grossolanamente. Pensiamo al Capitano, come si fa chiamare, che il 4 aprile scorso proponeva “controlli informali tra vicini di casa” per dissuadere chi faceva assembramenti domestici, e ora dice testualmente: “Rifiuto l’idea di un Paese basato sulla delazione e sul cittadino spione”, solo perché il ministro Speranza ha cercato di coinvolgere tutti nel far rispettare le regole per ridurre i contagi in casa.

Il premier ha detto chiaramente che la polizia non andrà a controllare quante persone si riuniscono nelle abitazioni private, ma non c’è esponente della destra che non ripeta come un disco rotto che siamo in una dittatura sanitaria. Così si accrescere il disorientamento, mentre invece per una volta lo Stato c’è e sta esercitando i suoi poteri non per controllarci ma per tutelarci.

 

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