L'Editoriale

Sui vaccini decidere tocca a noi

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Siccome mi vedono in televisione, ci sono persone che mi fermano in strada per chiedere consigli sui vaccini. Spiegare che non sono neppure lontanamente un medico non li fa desistere. E come non comprenderli? Dopo aver sentito tutto e il contrario di tutto dalle pop star della virologia, ormai un giudizio vale l’altro, e io sono pur sempre uno che appare in tv.

Così se non voglio far nottata, ripeto la solita tiritera: “vogliamo uscire dalla pandemia o convivere a tempo indeterminato con le ondate dei contagi, le restrizioni sanitarie, il rischio delle varianti, i conteggi nelle terapie intensive? Allora fateveli questi vaccini, che adesso non c’è nemmeno la scusa di non trovarli. E adesso posso andare?”.

E no, mi rispondono, perché ci sono politici che non l’hanno fatto, e anzi chiedono di non farlo ai bambini fino a 40 anni. “A parte il fatto che a 40 anni si è un po’ cresciutelli – domando – chi sono questi politici? Quelli che l’anno scorso chiedevano di aprire tutto mentre contavamo centinaia di morti al giorno, tipo Salvini? O quelli che non vogliono sentirne di Green Pass, come la Meloni? O i loro trombettieri in tv, che volevano toglierci già un anno fa le mascherine? Per capire quanto c’è da fidarsi di questi irresponsabili possiamo contare i nuovi casi di Covid a Roma, quintuplicati dopo la sciocchezza dei festeggiamenti per la vittoria agli Europei”.

Ma allora “che ci dice della Raggi che non s’è vaccinata?”, è l’immancabile replica. “Dico che la Raggi il Covid l’ha preso e quindi ha gli anticorpi. E in ogni caso ci si vaccina per noi e per gli altri. Compresi quei politici che ci arrivano in ritardo”.

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