L'Editoriale

Zero scuse sulla crescita che non c’è

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp

In Giappone una fabbrica di gelati ha aumentato dopo 25 anni il prezzo dei prodotti e tutti i dipendenti si sono inchinati per chiedere scusa ai consumatori. Qui il Governo si è accorto in soli tre mesi di aver sbagliato del 25% le sue previsioni economiche per l’intero 2016 e nessuno si è preso la benché minima responsabilità. Anzi, il taglio delle stime sulla crescita dall’1,6 all’1,2% è stato minimizzato in un surreale discorso sull’accelerazione degli investimenti pubblici e privati. Soldi che purtroppo girano solo nella fantasia del ministro Padoan visto che – in caso contrario – non avremmo la frenata del Pil appena annunciata. Così diventano inevitabili due grandi problemi. Il primo è rifare la legge di stabilità, tagliando altre spese o aumentando le tasse. Strada inevitabile anche se l’Europa dovesse concederci (e non sarà facile convincerla) più flessibilità sui conti pubblici. Il secondo problema è però persino più insidioso: se in tre mesi abbiamo perso un quarto della crescita prevista, è molto probabile che da qui a fine anno le attuali politiche economiche ci faranno abbassare ancora l’asticella. Per questo il far finta di nulla del Governo fa paura.

Gli ultimi editoriali