Se la crisi dello Stretto di Hormuz non dovesse rientrare, nel giro di “pochissimi mesi” il prezzo del gasolio potrebbe sfondare il muro dei 3 euro al litro. È l’allarme lanciato dal presidente di FederPetroli, Michele Marsiglia. Uno scenario che ha fatto saltare sulla sedia il Codacons.
Allarme Federpetroli: rischio gasolio a 3 euro al litro
“L’ipotesi di un gasolio a 3 euro al litro rappresenterebbe una vera e propria catastrofe per l’economia italiana, con conseguenze pesantissime non solo per gli automobilisti, ma per l’intero sistema dei consumi”, avverte l’associazione dei consumatori.
“Il perdurare delle tensioni nell’area e le possibili ripercussioni sui mercati energetici rendono concreto il rischio di ulteriori aumenti alla pompa, con il gasolio che potrebbe spingersi verso livelli mai raggiunti prima – aggiunge il Codacons –. Uno scenario che, se dovesse aggravarsi, avrebbe conseguenze che andrebbero ben oltre il settore dei carburanti, trasferendo i maggiori costi sull’intera economia nazionale”.
Codacons: catastrofe per l’economia
Ma non è tutto. Se la corsa dei prezzi dei carburanti e del diesel in particolare non si arrestasse, “ci troveremmo di fronte a un salasso senza precedenti”. E aggiunge: “Una simile escalation avrebbe effetti devastanti sui bilanci delle famiglie e delle imprese, abbattendo ulteriormente i consumi e facendo crescere i costi di trasporto e distribuzione delle merci”.
In altre parole, il vero rischio sarebbe quello di innescare rincari a catena dei prodotti da trasporto, a partire da quelli di largo consumo con nuove spinte inflazionistiche. “Se il gasolio raggiungesse i 3 euro al litro non si toccherebbe solo un nuovo record alla pompa, ma una soglia critica per l’intera economia nazionale – conclude il Codacons –. Occorre impedire, a tutti i costi, che uno scenario simile possa concretizzarsi e intervenire una volta per tutte per fermare la corsa dei prezzi dei carburanti”.