Effetto Podemos a sinistra. La fronda Pd torna a sognare. Le urne spagnole svegliano i vecchi compagni

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Frammentazione parlamentare e veti incrociati nella situazione post voto in Spagna fanno pensare tanto a quanto già visto in Italia. Così fini analisti politici si sono scatenati nell’analisi del dopo voto che vede la Spagna senza una maggioranza. Con almeno cinque ipotesi per provare a uscire dal pantano. L’unica certezza è l’asse che si è alzata contro il premier uscente Mariano Rajoy. Non c’è alcuna intenzione da parte degli altri partiti a siglare un’intesa con il partito popolare. “La Spagna si è italianizzata”, commenta l’analista di La Vanguardia Enric Juliana. “Siamo ora una Italia senza italiani. Il partito di governo ha perso dopo 4 anni di gestione della crisi 63 seggi, da 186 a 123 deputati. Un disastro”. Ora l’attenzione è volta anche alle prossime mosse che il re compirà. Un compito simile a quello che in Italia abbiamo visto svolgere dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con scarso successo ha fatto nascere tre governi non eletti. Ma le elezioni spagnole fanno registrare la vera esplosione di Podemos.

COSA ACCADE DA NOI
Tanto che fanno ripartire in Italia il dibattito sulla nascita di una nuova grande forza alternativa al Pd di Renzi. L’appuntamento, sotto l’egida di Sinistra Italiana che ha condiviso sul web l’appello, è stato già fissato per il 19 febbraio. Quando si sarà nel bel mezzo delle primarie dem per le amministrative. Al centro delle nuove iniziative ci saranno Pippo Civati di Possibile e Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista. L’obiettivo è il coinvolgimento di associazioni, forze sindacali, movimenti” per un percorso “non pattizio” ma funzionale ad una sinistra che “si candidi a governare”. E l’appello, con l’hashtag #xlasinistraditutti, viene subito rilanciato dagli esponenti di SI. Parla anche Cofferati che sottolinea: “Non esistono formule per costruire” la nuova sinistra a tavolino, occorre ritrovare la voglia di partecipare e rimettersi in gioco”.

LEGGE ELETTORALE
L’ingovernabilità spagnola ha aperto nuovi scenari riproponendo il dibattito sull’Italicum. I renziani, con il premier in testa, hanno benedetto l’Italicum. “Da noi c’è un vincitore chiaro”, ha affermato Matteo Renzi, innescando così un botta e risposta con la minoranza dem, e non solo. Una voce per tutti quella dell’ex segretario Pd, Pier Luigi Bersani: “L’Italicum non è affatto benedetto. Attenzione a mettere camicie di forza, le pentole a pressione hanno bisogno di una valvola di sfogo. Pensare che Rajoy, con il 28%, potrebbe prendere tutto e governare significa non aver capito quello che accade.Insomma”, ha chiuso Bersani, “proprio per il risultato spagnolo penso che sia il caso di riflettere bene”. Una riflessione troncata sul nascere dal vicesegretario Pd, Lorenzo Guerini: “L’Italicum è una buona legge elettorale che garantisce rappresentanza e governabilità.Lo abbiamo approvato pochi mesi fa e non è in discussione”.

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