Emanuele Morganti ucciso da un manganello. E Orlando invia gli ispettori ad Alatri per indagare sulla scarcerazione di uno degli indagati

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Emanuele Morganti è stato ucciso da un oggetto contundente. L’autopsia sul corpo del giovane di 20 anni, morto dopo un brutale pestaggio ad Alatri tra la notte di venerdì 24 e sabato 25, ha confermato che il colpo di grazia è arrivato da una chiave a stella o addirittura un manganello,

“La lesione maggiore l’abbiamo riscontrata al capo. L’ipotesi ricostruttiva è stata consegnata al pm ma abbiamo bisogno di ulteriori analisi per avere un quadro più preciso”, ha spiegato il medico legale Saverio Potenza. “Abbiamo effettuato un lungo ed oculato accertamento per identificare la caratteristica di ogni singola lesione. Sicuramente sono state provocate da mezzi di natura contusiva. Ora – ha aggiunto il medico – avvieremo gli esami di laboratorio e le analisi tossicologiche disposte dal magistrato. Il caso è molto grave”.

Il caso ha investito anche la politica: il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha annunciato l’invio degli ispettori ad Alatri per avere chiarimenti sulla scarcerazione di uno dei presunti killer, avvenuta il giorno dell’uccisione di Emanuele. Mario Castagnacci, infatti, era stato liberato dopo l’arresto per droga. “Ho predisposto accertamenti per verificare se ci sono i presupposti per l’invio degli ispettori, come si fa sempre quando c’è un elemento di presunta abnormità”, ha affermato il Guardasigilli, candidato alla segreteria del Pd. L’inchiesta, intanto, sta proseguendo: i magistrati vogliono far chiarezza sulla presenza di altre persone che potrebbero aver preso parte al pestaggio del giovane. Infine, il Comune di Alatri ha predisposto misure straordinarie per evitare possibili episodi di vendetta: nel fine settimana è stata  istituita nel centro storico un’area pedonale nelle ore notturne. Lo scopo è di limitare l’afflusso di persone, provenienti anche da paesi limitrofi.