Emergenza abitativa nella Capitale, la Raggi chiede di mettere a disposizione le caserme. Costruttivo l’incontro tra la sindaca e il ministro Minniti

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Non c’è più tempo da perdere per mettere freno all’emergenza abitativa nella Capitale. Anche per questo nel vertice di stamattina tra la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il ministro dell’Interno, Marco Minniti, non c’è stato spazio per le polemiche e, invece, si è parlato molto delle soluzioni operative da prendere. Tra queste la Raggi ha proposto la messa a disposizione delle caserme per abbassare le liste d’attesa di un’abitazione a Roma. Liste molto piene dove ci sono, da oltre dieci anni, oltre 10mila persone.

Il clime che si è respitato questa mattina al VIminale è stato “pienamente costruttivo” hanno fatto sapere i partecipanti in una nota congiunta diffusa al termine della riunione. Si è convenuto “sull’importanza di una collaborazione interistituzionale, come quella già in corso con la Regione, per affrontare il tema dell’emergenza abitativa, delle politiche migratorie e dell’accoglienza, stabilendo delle priorità nel rispetto dei principi di legalità e di umanità”.

Oltre alla proposta di assegnare alle amministrazioni locali caserme e forti con “relative risorse per riqualificarli, renderli disponibili”, la Raggi ha proposto di “riattivare il mercato immobiliare” ormai fermo da anni. A Roma, infatti, secondo le stime diffuse dalla sindaca ci sono circa 200mila case vuote tra immobili sfitti e invenduti. Assegnazione che nel disegno della prima cittadina dovrebbe essere effettuata dando priorità alle persone fragili – come donne sole, anziani in difficoltà e disabili – e a quelle famiglie che sono in graduatoria per le case popolari e aspettano un’abitazione da anni.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza (leggi l’articolo) per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è

Continua »
TV E MEDIA