Emergenza Coronavirus. Il premier accelera e chiama le opposizioni. Stretta su congressi e eventi sportivi. Ma slittano le misure economiche

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Prima il faccia a faccia con gli alleati poi il tavolo con i capigruppo di maggioranza e opposizione. Questa mattina il vertice con i ministri e nel pomeriggio l’incontro con le parti sociali. Sul tavolo le misure da mettere in campo per fronteggiare l’emergenza economica e sanitaria legata al Coronavirus. Giuseppe Conte tenta di accelerare per dare un segnale chiaro: il governo c’è. Ma soprattutto Conte con i capigruppo ha condiviso le preoccupazioni sul fronte sanitario del comitato scientifico che ha consigliato di vietare meeting e congressi, e anche le manifestazioni, comprese quelle sportive. Sconsigliando abbracci e strette di mano. E questo entrerà in un nuovo dpcm.

GIOCO AL RIALZO. Rinviata la discussione sulle misure economiche: deluse le opposizioni. Tenere le forze di maggioranza (a scalciare è sempre Matteo Renzi) e opposizione assieme per collaborare in nome della responsabilità e dell’unità, evocate a più riprese dal capo dello Stato, non è semplice. Il decreto con la manovrina da 3,6 miliardi, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì, prevede una risoluzione con cui il governo chiederà al Parlamento di poter sforare il deficit. Risoluzione che le Camere dovranno votare a maggioranza assoluta. La Lega storce naso e bocca. “Sicuramente non votiamo una cosa che non serve al Paese – ha detto il leader Matteo Salvini – no alle briciole”.

L’ex ministro dell’Interno sostiene che occorrano almeno 50 miliardi. FI ha avvertito: “Non voteremo alcun decreto a scatola chiusa”. Idem FdI: “Le misure messe in campo non appaiono sufficienti”. Nella maggioranza, invece, è Italia viva a chiedere un impegno più corposo rispetto ai 3,6 miliardi che l’esecutivo intende mettere sul tavolo. E avanza la proposta affinché “l’Ue permetta alle banche di non far pagare le rate del mutuo per tutto il 2020 a chi, tra famiglie e aziende, non ce la fa”. Anche il M5S, in realtà, vorrebbe maggiori risorse a disposizione. La viceministra all’Economia, Laura Castelli, pensa a “strumenti esterni, ai fondi della Banca europea per gli investimenti, 25-30 miliardi, che si possono coordinare con il mondo della partnership pubblico-privato”. Il M5S propone, poi, di inserire norme speciali per gli appalti pubblici, seguendo il modello Genova, di ampliare gli incentivi agli investimenti compresi nel piano Industria 4.0 e di Intervenire a tutela del ‘made in Italy’ e dell’export.

BOTTA & RISPOSTA. Il governo pensa a rafforzare gli ammortizzatori sociali, a dare un primo sostegno ai settori produttivi più penalizzati, a rafforzare il servizio sanitario. Conte ha annunciato anche l’arrivo di un altro decreto, più sistematico, per l’intera economia (investimenti, sblocco cantieri, semplificazioni). Se il governo ignorerà le proposte della Lega “lo faremo presente a Sergio Mattarella”, si lagna il numero uno del Carroccio. “Salvini dovrebbe essere l’ultimo a parlare, ha lasciato quando doveva assumersi le responsabilità, quando dovevamo varare una manovra”, replica il capo politico del M5S, Vito Crimi.