Un’articolata e farraginosa informativa autodifensiva è quella che ha portato in Parlamento il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, sul maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna. Nessuna indicazione sull’entità delle risorse che verranno stanziate, oltre ai primi 100 milioni, per le tre regioni e nessuna indicazione sui tempi in cui questo avverrà. Ve sempre in onda invece il solito scaricabarile. “Il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate” dal maltempo “le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile. Si tratterà di un provvedimento interministeriale il cui finanziamento prescinde dai fondi per l’emergenza nazionale che dovessero essere integrati”, dice il ministro.
Maltempo, da Musumeci memoria autodifensiva e scaricabarile
“Il rimpallo di responsabilità e di competenze produsse sin da subito una condizione di stallo quasi permanente”, a Niscemi. “Basti pensare che il progetto esecutivo per il consolidamento a valle della frana arrivò solo dopo dieci anni. Nel 2017 siamo a vent’anni dalla frana e il progetto non era ancora diventato un cantiere. Non lo diventerà mai”, accusa Musumeci.
“Nel 2014 erano passati 17 anni dalla frana e restavano da demolire a Niscemi 71 edifici inabitabili. Il dipartimento nazionale di protezione civile provò a fare da mediatore tra il Comune e la Regione siciliana e l’11 febbraio del 2015 scrisse alle due istituzioni comunicando di volersi tirare fuori da ogni competenza sulla vicenda frana – ha aggiunto – L’anno seguente il Comune sollecitò la Protezione civile siciliana a intervenire, in quel momento alla Regione non c’ero io presidente”. Musumeci fa pure riferimento a presunti “sciacalli in giacca e cravatta”.
Nessuna indicazione sulle risorse e sui tempi in cui verranno stanziate
“Complimenti a tutto il sistema di allerta” e “a tutti coloro che hanno lavorato alla messa in sicurezza delle persone. Nessuno si è fatto male e nessuno ha perso la vita, questo è il segno evidente di un sistema che ha funzionato. Le opposizioni hanno polemizzato sulle risorse stanziate, ma più che una critica appare un’ossessione. E’ emblematica poi la bizzarra proposta di stornare sulla ricostruzione fondi destinati al Ponte sullo Stretto. Cambiate idea sulle grandi opere a seconda se siete al governo o all’opposizione”, ha detto poi spiazzando un po’ tutti il deputato Luca Sbardella di FdI. “Signor ministro excusatio non petita, accusatio manifesta. Lei qui è venuto a fare una sorta di memoria difensiva, non a dire ciò che intende fare. Questo non è un Tribunale, è il Parlamento”, ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli.