Telecom, Enel e Fs.ย Tutti contro per la fibra
di Segio Patti
Cโera una volta il sistema Paese. LโItalia che faceva quadrato per difendere i propri interessi strategici ed economici. E in nome di questi interessi โsuperioriโ buttava dalla finestra vagonate di denaro pubblico. E qualche rara volta anche privato, come accadde per il salvataggio dellโAlitalia da parte di un drappello di capitani coraggiosi โispiratiโ dalla Banca Intesa allโepoca guidata da Corrado Passera. In nome di questo sistema Paese i governi di tutti i colori hanno sostenuto per decenni la crescita dei nostri maggiori gruppi industriali anche sui mercati internazionali. E oggi che risultato incassiamo? Senza uno straccio di strategia economica questi gruppi – spesso controllati dallo stesso azionista Tesoro – non solo non cooperano in alcun modo, ma si arrivano a fare concorrenza tra di loro. Come dire: se cโรจ da incassare, lโinteresse โsuperioreโ del Paese puรฒ attendere.
LO SCONTRO
Il caso sotto gli occhi di tutti รจ in questi giorni quello della fibra per la telefonia. Dopo aver tenuto per anni la questione in secondo piano, improvvisamente tutti – dal Governo agli operatori telefonici – si sono accorti che lโItalia ha assoluto bisogno di una rete in fibra per sviluppare i servizi a maggior valore aggiunto di telefoni e tv. Come mai tanta attenzione allโimprovviso? A scatenare gli appetiti era stata in prima battuta Telecom, in grande difficoltร per lโalto debito e i margini sempre piรน esigui provenienti dal business tradizionale. Di qui la mossa di far realizzare la rete dallo Stato attraverso una controllata della Cassa Depositi e prestiti, quella Metroweb della quale a stessa Telecom voleva perรฒ riservarsi il controllo. Naturale la reazione degli altri operatori, con Vodafone in testa. Un poโ meno naturale, invece, lโinerzia del Governo (su altri campi accusato di deriva autoritaria per un presunto eccesso di decisionismo). La partita Metroweb finisce nel pantano e Telecom prova a sparigliare annunciando un accordo con Fastweb per sviluppare la fibra da soli. Uno schiaffo a Palazzo Chigi, insomma, da dove la reazione questa volta non ha tardato ad arrivare. Facendo trapelare lโanticipazione su Repubblica, il Governo ha ipotizzato che a realizzare la rete possa essere lโEnel, sfruttando gli stessi canali di distribuzione dellโenergia di cui giร dispone in gran parte del Paese. Apriti cielo. Che cโentra lโEnel con la telefonia, ha fatto notare Telecom, tirata in una guerra con il colosso elettrico in cui mai avrebbe immaginato di trovarsi, sottovalutando che i 6,5 miliardi messi sul piatto dallโEsecutivo per la banda ultralarga fanno gola a tutti.
IL PASTICCIO
Piatto ricco, mi ci ficco, ecco cosรฌ arrivare nella partita anche le Ferrovie. Quella stessa Trenitalia che non riesce a far cassa vendendo a un prezzo chiaramente esorbitante la propria rete ad alta capacitร elettrica a Terna. Lโoperazione รจ ferma da tempo in quanto รจ chiaro a tutti che far strapagare questa rete significa svuotare di risorse Terna (si parlava allโinizio di un miliardo) per rafforzare Trenitalia in vista della quotazione. Il solito aiuto di Stato mascherato, insomma, con lโaggravante che Terna non รจ solo dello Stato ma di moltissimi azionisti. Cosรฌ Telecom, Enel e Ferrovie si stanno buttando come cani affamati su un osso. Il sistema Italia non esiste e lโunica regola รจ โguadagni chi puรฒโ.
Lโex monopolista telefonico ipotizza illeciti aiuti di Stato
di Giovanna Tomaselli
LโItalia rischia di finire sotto accusa in Europa su denuncia dellโItalia stessa. Porta anche a questo paradosso lโinedita guerra tra Telecom ed Enel su chi realizzerร la rete per la banda ultra larga necessaria per sviluppare i servizi di telefonia e tv (a grande valore aggiunto) del futuro. Uno scontro che mette i titoli delle due aziende in tensione anche in Borsa. Ieri a fine di una seduta negativa per lโindice generale (il Ftse Mib ha chiuso a -0,93%), Telecom ha guadagnato il 3,27% mentre Enel ha ceduto un punto. Il mercato, in sostanza, non crede che Enel possa fare un lavoro non suo.
SCHERZI DELLA POLITICA
Per mettersi comunque al riparo dagli scherzi piรน imprevedibili della politica, Telecom ha fatto trapelare un possibile ricorso in Europa, qualora arrivassero aiuti pubblici ad altri soggetti per la realizzazione della rete a banda larga. In effetti lโex monopolista sta lavorando da tempo per portare la fibra in modalitร Fttc (cioรฉ fino allโarmadietto in strada) o Fttb/h (fino al palazzo o dentro gli appartamenti) nelle principali 40 cittร del Paese. Per questo obiettivo Telecom ha previsto perรฒ un investimento che la Cassa Depositi e Prestiti ha giudicato apertamente non congruo. La societร guidata da Marco Patuano perรฒ รจ ormai in movimento e non cโรจ dubbio che se un privato dovesse portare la banda larga nelle stesse cittร usufruendo di incentivi pubblici, questo configurerebbe un vietatissimo caso di aiuto di Stato.
LโIRA DI FASTWEB
Per questo motivo Telecom sarebbe pronta ad agire su Bruxelles, mentre Fastweb (che รจ alleata nello sviluppo della fibra) ha giร presentato un esposto. Una mossa che rischia di diventare suicida, perchรจ potrebbe portare allโimpossibilitร di assegnare a chicchessia i 6,5 miliardi stanziati dal Governo proprio per spingere la banda larga.
I CAPPONI DI RENZO
Cosรฌ, mentre le nostre aziende si beccano come i capponi di Renzo (in guerra tra loro, senza curarsi che stavano finendo in pentola)il Governo ha fatto sentire la sua voce. A parlare รจ stato lo stesso premier Renzi, ma anzichรจ mettere una parola di chiarezza – magari dandoci lโillusione che esista in questo Paese uno straccio di strategia industriale – si รจ limitato a ribadire che il Governo โnon entra nel merito di piani industriali, neanche di aziende pubblicheโ. Un liberi tutti che finirร inevitabilmente per mettere le nostre aziende lโuna contro lโaltra, disperdendo valore e non creandone di nuovo, come dovrebbe garantire uno Stato che ne รจ grande azionista. In questa confusione ieri si รจ unita alla corsa anche Trenitalia, altra azienda (100% del Tesoro) che detiene giร una rete in teoria utilizzabile pure per la fibra. Tutti contro tutti, insomma.