Epifani contrattacca: così si getta benzina sul fuoco. Pd e Pdl ai ferri corti dopo il videomessaggio. Addio larghe intese

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di Alessandro Ciancio

Se doveva infiammare gli animi, il video registrato di Berlusconi ha senz’altro fatto centro. Poche storie: anche stavolta il Cavaliere è riuscito ha concentrare su di sé l’attenzione del Paese e a dettare a reti unificate la sua linea politica. Non male, per uno che da mesi viene dato per politicamente finito. Se ne sono subito accorti i suoi strani alleati piddini, insorti all’unisono contro quei sedici minuti in cui l’ex premier è tornato ufficialmente in campo con la nuova Forza Italia lanciando strali contro la magistratura e la sinistra ma evitando perfino di citare quel governo Letta che in tanti temevano fosse il vero bersaglio del videomessaggio. Guglielmo Epifani ha abbandonato il suo aplomb anglosassone e gli si è scagliato contro, definendolo «irresponsabile» perché «mentre è in corso la crisi economica getta benzina sul fuoco», per cui «da oggi in poi si assumerà le responsabilità di quello che potrà accadere al governo». Il segretario del Pd ha respinto come «irricevibili gli attacchi alla magistratura e alle istituzioni» e non ha dimenticato di aggiungere che «il governo di centrodestra, quando la crisi è scoppiata, ha portato il Paese sull’orlo del baratro». Daniela Santanché ha visto ovviamente un altro video: “Silvio Berlusconi – ha dichiarato la pasionaria Pdl – si conferma un fuoriclasse, un combattente orgoglioso e coraggioso, un leader forte e carismatico che non si dà per vinto nonostante sia stato sferrato contro di lui, contro il suo partito, contro il suo popolo, contro le sue aziende che danno lavoro a migliaia di persone un attacco senza precedenti nella storia. Venti anni di processi, di inchieste, di accuse, non lo hanno piegato e non lo piegheranno. Questo sia chiaro a quei magistrati che hanno fatto di questo obiettivo lo scopo della loro vita. Forza Italia insieme al suo Presidente non depone le armi, non ci rassegneremo mai». Intanto il senatore grillino Mario Giarrusso ha pensato bene di chiedere nientemeno che le dimissioni del vicepremier Alfano, colpevole di aver apprezzato l’intervento del Cav: «Penso che il ministro dell’Interno non possa dipendere da un leader che incita alla rivolta, un signore condannato che ha chiaramente perso il controllo di se stesso e il senso della realtà».

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