Equitalia non molla la presa. Il Fisco locale interessa ancora

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Stefano Sansonetti

Hanno abbaiato a più non posso contro Equitalia. Alla prova dei fatti, però, i comuni non sono stati in grado di trovare una soluzione autonoma per gestire la riscossione dei tributi locali. Al punto che, di proroga in proroga, sembra sempre più probabile che la società pubblica, presieduta da Attilio Befera, rimarrà nel settore della fiscalità locale ancora per un bel po’. C’è chi dice per tutto il 2014. Di sicuro, dopo l’ennesimo rinvio, Equitalia si occuperà di tasse comunali fino al 31 dicembre di quest’anno. Dopodiché dipenderà molto da cosa verrà deciso nel corso dell’iter parlamentare delle legge di stabilità. Un fatto è certo. Alla fine i comuni senza la società pubblica non sanno dove andare a sbattere la testa. E le proroghe sin qui ottenute dalla società di Befera sono state tutte concesse per venire incontro proprio alle esigenze dei municipi.

Che fine ha fatto il consorzio?
Anche il più recente intervento normativo, peraltro, si sta rivelando a dir poco fallimentare. Uno degli ultimi decreti del governo Monti, il n.35 del 2013, mantiene Equitalia nell’ambito della fiscalità locale in attesa che sia costituito un consorzio che aiuti i comuni nella riscossione dei loro tributi. Consorzio che, si badi bene, dovrà comunque far leva sui servizi resi dalla società pubblica controllata dall’Agenzia delle entrate e dall’Inps. Ebbene, come confermano fonti di Equitalia, al momento di questo consorzio non c’è nemmeno l’ombra. Di più, perché a distanza di quasi sette mesi dal decreto ancora non si capisce da chi dovrebbe essere animato questo organismo. Il quale, va da sé, sarebbe dovuto diventare realtà prima della scadenza dell’ultima proroga fissata per Equitalia. Ma il 31 dicembre 2013 è alla porte ed è quindi evidente quasi a tutti che alla fine un’operazione del genere è concretamente destinata a naufragare. Senza contare il fallimentare tentativo messo in campo circa un anno e mezzo fa dall’Anci, l’associazione dei comuni che aveva pensato bene di costituire una società, l’Anci Riscossioni, che avrebbe dovuto rimpiazzare Equitalia nella gestione della riscossione. Dopo vari tentativi, però, si è deciso di avviare Anci Riscossione verso una mesta liquidazione.

La partita
Certo, anche Equitalia ha i suoi interessi nel rimanere nel settore della fiscalità locale. Nei peggiori momenti di scarsa fortuna della società presso l’opinione pubblica, alimentata anche dalle proteste interessate di molti politici, Befera & Co. avevano dato l’impressione di voler abbandonare il business locale. Le cose, però, sono nel frattempo cambiate sensibilmente. Non solo i comuni si sono resi conto di non essere in grado di andare avanti da soli. Anche Equitalia si è fatta due conti e ha capito che la riscossione locale, comunque, le consente di incassare un bel po’. Sicuramente le consente di mettere in cascina quanto serve per abbattere tutta una serie di costi fissi che rendono il settore ancora appetibile. E poi la società ha anche agitato lo spettro dei 2-3 mila dipendenti che si occupano esclusivamente di riscossione locale. Facendo capire che, in caso di uscita della società dalla fiscalità locale, qualcuno avrebbe dovuto pur farsi carico di questo personale. E in tempo di crisi nera, si sa, non ci sarebbe stata certo la corsa a trovare una sistemazione per 2 o 3 mila persone. E’ stato alla fine il classico gioco delle parti. Ma per il momento quelli che hanno fatto la figura peggiore sono proprio i comuni, che senza Equitalia non possono andare avanti. 

Il clamoroso fallimento di Anci Riscossioni, l’ideona di Delrio

Si avvia tristemente verso la liquidazione. Un epilogo incredibile, se soltanto si riportano alla mente gli annunci che ne avevano accompagnato la nascita. Anci Riscossioni, la società dell’Associazione dei comuni che avrebbe dovuto aiutare i sindaci a rimpiazzare la tanto contestata Equitalia nella riscossione dei tributi, dopo poco più di un anno dalla nascita non ha fatto nulla. E soprattutto il suo ruolo è stato superato da successive previsioni normative che l’hanno resa del tutto inutile. Così si è deciso la chiederne la liquidazione. E pensare che la società era stata lanciata con grande enfasi dall’allora presidente dell’Anci, Graziano Delrio, e dall’allora segretario generale dell’associazione, Angelo Rughetti. I quali, nel frattempo, hanno spiccato il volo diventando rispettivamente ministro degli affari regionali e deputato, entrambi nelle file del Pd. La società, a seguito di una gara, aveva anche trovato un partner, ovvero la Romeo Gestioni. Il suo titolare, Alfredo Romeo, era però rimasto coinvolto in alcune vicende giudiziarie che avevano rallentato il perfezionamento dell’operazione. E così i sindaci dell’Anci, che per ragioni elettorali hanno spesso contestato Equitalia, alla fine si sono trovati con una società del tutto inutile che ha anche sprecato risorse. E con la stessa Equitalia ancora in cam