Ercolani-gate, i 5S convocano l’Ad della Rai in Vigilanza. Di Nicola chiede chiarimenti sulla società Stand by me. L’azienda della renziana citata nelle carte dell’inchiesta Open macina format e soldi con la Tv pubblica

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La richiesta è arrivata direttamente dal vicepresidente in commissione di vigilanza Rai Primo Di Nicola. Il senatore del Movimento cinque stelle ha chiesto che l’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, venga convocato in Commissione Vigilanza Rai.

A RAPPORTO. Oggetto dell’audizione, secondo quanto apprende La Notizia, non è solo il piano industriale ma anche i rapporti tra la Rai e la società Stand by me di Simona Ercolani. Nonostante sia certo che tale audizione ci sarà, non si sa quando si terrà dato che per ora Fuortes ha chiesto un rinvio. E c’è chi sospetta si sia trattato di una manovra per evitare audizioni prima delle nomine (non a caso fortemente contestate in casa M5S).

Ma perché è così importante approfondire il rapporto della Ercolani con la Rai? Innanzitutto il suo nome spunta a più riprese (sebbene non sia indagata) nelle carte dell’inchiesta sulla Fondazione Open. La Ercolani era di fatto nella squadra della “bestiolina” renziana. Ma d’altronde che la Ercolani sia da tempo legata a Matteo Renzi lo dimostra il fatto che, dopo aver curato la comunicazione di Pier Luigi Bersani ai tempi delle primarie (vinte) proprio contro Renzi, si è subito “convertita” al renzismo tanto da guadagnarsi non solo una consulenza (sugli “anniversari di interesse nazionale”, per un compenso di 46mila euro annui) ma anche e soprattutto la regia della Leopolda.

È con la Rai, però, che Stand by me produce profitto. Dopo aver partorito perle come La pupa e il secchione e Un, due, tre… stalla, soprattutto con Fabrizio Salini a capo di Viale Mazzini (che prima di approdare in Rai era direttore generale proprio di Stand by me) i bilanci crescono.

PROFITTI IN CRESCITA. A raccontarlo è stato qualche giorno fa Il Fatto Quotidiano. Nel 2014 la società fattura 5,1 milioni, nel 2015 7,8 milioni, nel 2016 supera i 10 milioni. Sempre col segno positivo negli anni successivi fino al 2020, anno in cui nonostante la pandemia la società avrebbe incassato oltre 20 milioni di euro. Addirittura, sempre secondo voci arrivate da Viale Mazzini al Fatto, nel triennio di gestione Salini il giro d’affari tra la società della Ercolani e la Rai sarebbe aumentato del 20%. Numeri che da soli giustificano l’audizione di Fuortes chiesta dai Cinque Stelle.

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