Esami comprati a La Sapienza. Il docente faceva superare le prove a pagamento. Il meccanismo fruttava oltre 2mila euro. Arrestato il prof. furbetto

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All’università ogni studente crede sempre di trovarsi davanti a degli esami insormontabili. Scogli quasi impossibili da oltrepassare. Solo tenacia, determinazione, abnegazione, capacità intellettiva e un pizzico di fortuna possono aiutare ad ottenere la tanto agognata firma sul libretto che significherebbe l’attestazione del superamento dell’esame. A queste qualità che uno studente deve avere, nella Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma un professore ci ha aggiunto un metodo imbattibile: pagare, in maniera diretta o attraverso il meccanismo delle lezioni private. La voce girava fra gli studenti dell’istituto per gli insegnamenti di “Statica e Teoria delle Strutture” e “Tecnica delle Costruzioni”, notoriamente impegnativi.

L’INDAGINE

A smascherare per primo il meccanismo è stato il programma tv Le Iene. Era il 2011 ed allora prese le mosse un’indagine della Guardia di Finanza. E oggi si sono chiuse le indagini preliminari con la contestazione di ben 34 capi di imputazione formulati dalla Procura della Repubblica di Roma per i reati di concussione, abuso d’ufficio, peculato, falso materiale ed ideologico in atti pubblici. L’accusato è un ormai ex professore della facoltà di Architettura. L’inchiesta del servizio televisivo aveva documentato l’illecito comportamento del professore, prima e durante le sedute di esame, nei confronti dei suoi studenti. Con la complicità di una studentessa, che si era prestata nel mettere in scena una richiesta di aiuto, gli inviati de “Le Iene” ripresero con telecamere nascoste il professore mentre nel suo studio privato dava indicazioni alla studentessa su come superare agevolmente alcuni esami. Ma, ovviamente, non si fa nulla per nulla: ciascun esame, fruttava alla fine circa 2mila euro, ma si sa, siamo in tempi di crisi, e per il superamento di più prove erano previste anche tariffe “agevolate”. Insomma, un vero e proprio mercimonio del sapere.

IL SISTEMA

Tale sistema illecito, in realtà, non è risultato l’unico modo di “arrotondare” del professore. Lo stesso gestiva, infatti, anche un sistema di lezioni private, effettuate in prima persona o dai suoi assistenti, al prezzo variabile da 20 a 50 euro all’ora, tenute presso lo studio privato ovvero nelle aule dell’università, circostanza che è valsa all’indagato l’accusa di peculato. Almeno 10 erano le ore necessarie per assicurarsi un 18. La metà della somma guadagnata dagli assistenti veniva poi girata al professore. Un altro modo che il professore aveva escogitato per fare guadagni extra era quello di organizzare e consigliare ai suoi studenti viaggi di istruzione, pubblicizzandoli tranquillamente in classe o inviando centinaia di mail ai frequentatori dei suoi corsi. In cambio venivano riconosciuti crediti formativi universitari. Numerosi i viaggi così organizzati dall’indagato, che era anche il rappresentante della società che organizzava il tutto, nelle città europee di Valencia, Bilbao e Berlino, cui hanno partecipato più di 50 studenti.

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