Esecuzioni sommarie a Gaza City. L’ombra dei crimini di guerra su Israele

Unhchr ha ricevuto informazioni "inquietanti" secondo cui le l'Idf avrebbero ucciso sommariamente almeno 11 uomini palestinesi davanti ai loro familiari a Gaza.

Esecuzioni sommarie a Gaza City. L’ombra dei crimini di guerra su Israele

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr) ha affermato di aver ricevuto informazioni “inquietanti” secondo cui le Forze di difesa israeliane (Idf) avrebbero ucciso sommariamente almeno 11 uomini palestinesi davanti ai loro familiari a Gaza. Un rapporto dell’Unhchr citato dai media internazionali afferma che l’incidente sarebbe avvenuto due giorni fa nel quartiere di Al Remal a Gaza City, “sulla scia di precedenti accuse riguardanti il deliberato attacco e l’uccisione di civili per mano delle forze israeliane”.

Unhchr ha ricevuto informazioni “inquietanti” secondo cui le l’Idf avrebbero ucciso sommariamente almeno 11 uomini palestinesi davanti ai loro familiari a Gaza

Secondo quanto riferito, i soldati delle Idf avrebbero circondato e fatto irruzione in un edificio dove diverse famiglie si erano rifugiate quella notte. Secondo i resoconti dei testimoni, le truppe israeliane avrebbero “separato gli uomini dalle donne e dai bambini, e poi hanno sparato uccidendo almeno 11 uomini, per lo più tra i 20 e i 30 anni, davanti ai loro familiari”, si legge nel rapporto. L’Unhchr ha affermato di aver confermato gli omicidi avvenuti negli edifici, sebbene dettagli e circostanze siano ancora in fase di verifica.

L’Onu chiede l’apertura di un’indagine indipendente

L’agenzia Onu ha avvertito che queste accuse “danno l’allarme sulla possibile commissione di un crimine di guerra” e ha chiesto alle autorità israeliane di aprire immediatamente un’indagine indipendente. Dall’inizio del conflitto tra Hamas e Israele, cominciato il 7 ottobre, a Gaza il 66 per cento delle persone impiegate ha perso il posto di lavoro. Sono circa 192 mila i posti persi in dieci settimane. Lo riporta l’Onu, che cita dati dell’ufficio centrale di statistica dell’autorità palestinese. Ma non è tutto. Nel nord della Striscia di Gaza non c’è più alcun ospedale funzionante a causa della mancanza di personale, carburante e medicinali. Lo denuncia l’Organizzazione mondiale della sanità.

In un incontro con i giornalisti a Gerusalemme collegato dalla Striscia, Richard Pepperkorn, rappresentante dell’Oms a Gaza, ha detto: “Attualmente non ci sono più ospedali nel nord che funzionino. L’ultimo rimasto era Al-Ahli, ma adesso è al minimo della sua funzionalità”. Così mentre il portavoce militare di Israele annuncia che l’esercito ha completato l’operazione nell’area sud di Gaza City contro il Battaglione Nuseirat di Hamas ed ha allargato le sue azioni nel centro della Striscia dopo che “sono stati eliminati centinaia di terroristi e trovate armi in bambole per bambini nell’area di Bakshi” sorge spontanea una domanda: cosa altro serve perché lo stato di Israele venga portata di fronte alla Corte penale internazionale per i crimini commessi in guerra? Dall’uccisione di ostaggi ritenuti terroristi all’utilizzo della fame e della sete come arma di pressione di guerra lo stato id Israele ha violato il diritto internazionale ripetutamente nel corso della sua controffensiva su Gaza.

Per gli eccidi in Ucraina il Tribunale dell’Aja ha ordinato l’arresto di Putin. A Netanyahu invece tutto è concesso

Quella che dovrebbe essere un’operazione antiterroristica contro Hamas ha coinvolto a oggi circa 20mila vittime, circa 300 persone al giorno dall’inizio del conflitto, escludendo il cessate il fuoco di sette giorni. Amnesty international ha chiesto un’indagine urgente su quella che ha definito la “sparizione forzata” di decine di detenuti palestinesi di Gaza a opera di Israele, dopo le notizie di morti nei centri di detenzione militare israeliani. L’Idf ha dichiarato di star indagando sui decessi. L’Oms afferma che “un mix tossico di malattie, fame e mancanza di igiene e servizi igienici” sta aumentando la disperazione della popolazione. Sono almeno 360mila i casi di malattie infettive registrati tra gli sfollati: si teme non solo che il numero sia sottostimato, ma che sia destinato ad aumentare. Perché Putin giustamente è stato immediatamente messo di fronte ai propri crimini e il presidente israeliano Benjamin Netanyahu gode di cotanta protezione?

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