Esplode il Patto del Nazareno. Gli azzurri rompono l’intesa. I Dem: meglio così, contenti tutti. Ma Fitto non ci crede

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Il Patto del Nazareno è ormai passato remoto. O almeno è quello che si dice nel quartier generale di Forza Italia. Nella riunione del comitato ristretto degli azzurri il patto siglato tra Renzi e Berlusconi è finito sul banco degli imputati. e le critiche al leader Berlusconi non sono di certo mancate. La riflessione è in atto anche se al di là delle forti prese di posizioni espresse pubblicamente la sensazione è che alla fine Forza Italia possa restare fedele al patto delle riforme. Perché con un partito così, ridotto a brandelli, agli azzurri non conviene affatto tornare presto alle urne. Ovviamente ieri Cavaliere, e oggi il consigliere politico, Giovanni Toti, hanno adottato una dura presa di posizione: “Il governo ha già detto con grande chiarezza che proseguirà sul cammino delle riforme, ma noi non ci sentiamo più impegnati a condividere la strada. L’accordo era : sulle istituzioni si sceglie insieme e dunque anche sul capo dello Stato. Ma questo presupposto fondamentale è caduto”. Lasciando, però, aperta la finestra di dialogo e riservandosi di decidere di volta in volta se appoggiare o meno il provvedimento in questione. Questa alla fine la decisione messa nero su bianco.

fittoberlu-2Non sarà certo piaciuta però la risposta del vice segretario del Partito democratico, Debora Serracchiani: “Se il patto del Nazareno è finito, meglio così. La strada delle riforme sarà più semplice. Arrivare al 2018 senza Brunetta e Berlusconi per noi è molto meglio”. Mentre a Palazzo Grazioli andava avanti la resa dei conti azzurra con le dimissioni da capogruppo messe sul tavolo sia da Brunetta che da Romani. Dimissioni chieste in mattinata dalla minoranza interna del partito guidata da Raffaele Fitto. Ma il Cav sembrerebbe averli già confermati. L’eurodeputato pugliese va oltre e mette in dubbio anche la vera rottura del Patto del Nazareno: “”o insieme a tanti altri colleghi ho già votato contro la legge elettorale e la riforma costituzionale, mi consenta di citare san Tommaso: finché non vedo non credo, vorrei vedere concretamente che le parole si trasformassero in fatti”.

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