Europa amara. Restiamo in bolletta

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di Lapo Mazzei

Forse qualcosa è cambiato. Forse. O forse, più modestamente, è cambiato il modo di comunicare le cose di casa Europa. Segno che Enrico Letta sta mettendo a frutto i rapporti internazionali costruiti grazie al suo Think tank VeDrò, elaborazione lettiana delle Fondazioni costruite attorno al politico di turno, o ancor più modestamente, sta applicando la lezione dello zio Gianni (Letta), gran visir della corte berlusconiana. Sia come sia, dall’ennesimo tour europeo del presidente del Consiglio è uscito un timido segnale, capace di scaldare i cuori della strana maggioranza, dando l’impressione agli italiani che qualcosa si stia davvero muovendo. Che, a dire il vero, non sai mai se sia un bene o un male. Avanti con i fatti allora. “Sono molto soddisfatto del fatto che il presidente della Ue, Van Rompuy, abbia accettato la nostra proposta”, dice il premier parando a Bruxelles, “sul fatto che al prossimo consiglio di giugno il tema della lotta alla disoccupazione giovanile sarà il punto qualificante”. Pensieri e parole che volano sull’Europa e atterrano a Roma dove Pdl e Pd continuano a guardarsi l’ombelico, nell’intento di stabilire chi dei due lo abbia più bello,mentre i partner europei hanno già messo i piedi sui pedali ed hanno iniziato a correre.

L’appuntamento di Berlino
A ciascuno il proprio metodo, che va al di là di un legge elettorale. Letta, poi, ha spiegato i motivi della propria soddisfazione chiarendo che “a luglio a Berlino ci sarà un incontro straordinario tra i ministri del lavoro europeo”. Il presidente del Consiglio ha sottolineato come la disoccupazione sia “l’incubo di questo tempo e se non ci sono risposte non c’è credibilità della politica e delle istituzioni europee” e per questo urge la necessità di un incontro su scala europea ai massimi livelli.
Letta ha avuto anche modo di parlare con i cronisti dell’ipotesi dell’aumento dell’Iva a partire dal prossimo 1 luglio. “Se ci saranno le risorse, eviteremo l’aumento”, ha spiegato il premier, “ma dobbiamo discutere delle risorse che saremo in grado di reperire tagliando la spesa. Sarà il tema delle prossime settimane e dei prossimi mesi”. legge elettorale e riforma costituzionale permettendo.

Sul tema-lavoro poche certezze

Le parole di Letta arrivano poco dopo le affermazioni del suo ministro del Welfare, Enrico Giovannini, che aveva smentito le ipotesi circolate nei giorni scorsi relative ad eventuali risorse per 12 miliardi per il lavoro. “La vedo difficile” ha detto il ministro al tavolo con le parti sociali. Ma ha precisato di “stare lavorando su ipotesi meno costose: sulla base delle compatibilità economiche si lavorerà su quelle più efficaci”. Si sta ragionando anche “su ipotesi di defiscalizzazione e decontribuzione”, ha aggiunto Giovannini. In ogni caso, il ministro ha assicurato che è in corso una serie di analisi molto dettagliata sulle risorse e sui fondi disponibili.
Il ministro del Lavoro ha spiegato il perimetro entro il quale si muove il governo e ha spiegato di avere “un cantiere aperto piuttosto complesso su tanti fronti, principalmente quello della definizione di un intervento urgente sulla occupazione giovanile e la manutenzione della legge Fornero, come previsto dalla stessa legge”. Poi ha spento i facili entusiasmi di chi ipotizzava una ripresa con contestuale creazione di posti di lavoro: “Nei prossimi mesi non è prevista una ripresa vigorosa, si spera di intercettarla entro fine anno e l’inizio del prossimo. Una ripresa che non è previsto assorba la disoccupazione e per questo siamo qui per capire come possiamo accelerare una trasmissione della ripresa economica al mercato del lavoro”.

Vertice a Roma
Nell’ambito del “tema cruciale” del lavoro, Letta ha annunciato che lo stesso “Van Rompuy sarà a Roma il 31 maggio per prepararci al vertice europeo di giugno. Metteremo tutto il nostro impegno sul tema della disoccupazione giovanile” E a luglio, il 3, come annunciato da Angela Merkel, si terrà una riunione dei ministri del Lavoro dei paesi Ue a Berlino, per un consiglio straordinario focalizzato sulle migliori misure per creare occupazione giovanile. Una bell’agenda per il premier, dove dentro che anche il tema. Della lotta all’evasione fiscale. Il vertice di Bruxelles ha segnato, infatti, “una forte spinta in avanti”concordando la data di fine anno per procedere “con lo scambio automatico di informazioni” tra i 27 stati membri della Ue, “che siano o meno conclusi gli accordi in materia con Svizzera, Liechtenstein, Monaco, Andorra e San Marino”, ha spiegato Letta. Il riferimento è ad Austria e Lussemburgo che, lascia intendere il premier, dovranno rimuovere il segreto bancario e fornire informazioni su conti aperti nei propri istituti di credito senza attendere i negoziati in corso con i cinque paesi citati.