L’Europa ci rispedisce i migranti e beffa la Lega. Calano gli sbarchi, ma aumentano gli stranieri che tornano in Italia da altri Paesi europei

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Che beffa. Per un anno Matteo Salvini non ha fatto altro che assicurare che con lui “la pacchia è finita”. Porti chiusi, stop a quei migranti additati come causa di tutti i mali e linea dura con l’Europa, per obbligare gli altri Paesi a farsi carico degli stranieri in fuga dalle loro terre. Con tanto di dati sulla drastica riduzione degli arrivi. La prova che la ricetta leghista funziona. Ecco però che ieri, ascoltato dalla commissione affari costituzionali alla Camera, il prefetto Michele Di Bari, scelto dallo stesso Salvini alla guida del Dipartimento per l’immigrazione del Viminale, non ha potuto far altro che, sempre dati alla mano, ammettere che sono più gli immigrati che ci rispediscono indietro gli altri Paesi europei di quelli sbarcati in Italia.

Altro che redistribuzione degli stranieri nell’Ue. Nei primi tre mesi del 2019, i cosiddetti “Dublinanti di ritorno” sono stati più numerosi degli ingressi via mare. Ben 46mila i migranti che gli Stati europei, Germania e Francia in testa, hanno chiesto all’Italia di riprendersi in base al Regolamento di Dublino, che impone al Paese di primo ingresso la responsabilità di farsi carico dei richiedenti asilo. Proprio per quelle regole firmare dal Governo Berlusconi, sostenuto dalla stessa Lega. E sempre lo scorso anno 6.574 migranti sono stati così rispediti in Italia a fronte di appena 254 stranieri che, per lo stesso meccanismo, Roma è riuscita a far tornare negli altri Paesi europei che li avevano in carico.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Garantisti con tutti tranne che con Grillo

Se pensate che la bava alla bocca dei peggio giustizialisti sia vergognosa date prima un’occhiata al veleno dei meglio garantisti, di destra e di sinistra, difensori a oltranza della nipote di Mubarak e sostenitori di partiti dove più delinquenti arrestano più ne arrivano, e non

Continua »
TV E MEDIA