L’Europa è in ritardo sui vaccini. Bruxelles al lavoro per ottimizzare la capacità produttiva. Gentiloni: “Ci vuole reciprocità, non guerre commerciali”

Vaccini Gentiloni
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“Il lavoro che stiamo facendo a livello della Commissione Europea è ottimizzare la capacità produttiva. Se ci riusciamo, e penso che ci possiamo riuscire, avremo all’incirca 360/370 milioni di dosi nel secondo trimestre di quest’anno, nonostante il calo di AstraZeneca, e potremmo arrivare a quell’obiettivo del 70% degli adulti vaccinati entro la fine dell’estate: è ancora possibile”. È quanto ha detto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

“L’Europa – ammette il commissario europeo all’Economia – può recuperare il ritardo nelle vaccinazioni, causato anche dal fatto che AstraZeneca ha preso un impegno e non riesce a rispettarlo. Ma il ritardo non può valere solo in Ue, sui vaccini ci vuole reciprocità, non guerre commerciali. Se l’azienda fa fatica, il numero di dosi va redistribuito. Va considerata la questione dei brevetti ma questo non risolve la problematica della capacità produttiva”.

“La produzione italiana – ha aggiunto Gentiloni – ci può aiutare nel lungo termine. certamente sarebbe un fattore di grandissimo orgoglio, il problema di oggi è che produrre questo genere vaccini non è una cosa che si fa in poche settimane. Purtroppo non è neanche un problema limitato alla questione dei brevetti, intendiamoci, va considerata la questa dei brevetti anche per i super profitti ma togliere i brevetti non risolve oggi il problema della capacità produttiva. bisogna collaborare mettere tutte le aziende fabbriche che sono in grado di dare una mano in linea evitare che queste catene di produzione dei vaccini si interrompano”.

La Commissione europea, ha confermato oggi il portavoce dell’Esecutivo comunitario, Eric Mamer, “adotterà domani una revisione del meccanismo di autorizzazione e trasparenza sull’export” dei vaccini anti-Covid. La revisione, come aveva annunciato nei giorni scorsi anche la presidente della stessa Commissione, Ursula von der Leyen, introdurrà i principi di reciprocità e di proporzionalità tra gli elementi da valutare. Il nulla osta all’export, inoltre, dovrà tenere conto anche della situazione di avanzamento delle immunizzazioni nel Paese di destinazione delle dosi e se la casa farmaceutica stia rispettando i contratti.

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