Evasione Capitale. Lo scontrino fiscale non esiste. A Roma il 70% degli esercenti controllati dai finanzieri non emette ricevuta

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di Costantino Mattei

Evasione a più non posso. A Roma oltre il 70% degli esercenti controllati non ha emesso scontrino fiscale. E’ il bilancio del “Piano straordinario di controllo economico del territorio” che la Guardia di finanza ha eseguito nell’ultimo fine settimana sul territorio della Capitale e della provincia, oltre ad aver sequestrato migliaia di articoli contraffatti o pericolosi per la salute e denunciato 25 persone. L’attività, che ha visto impegnati circa 370 uomini, è stata volta a tutelare gli operatori regolari dalla concorrenza sleale dei venditori abusivi e dalla scorrettezza di quegli esercenti che omettono di certificare i propri incassi. In materia di contrasto all’abusivismo e alla vendita di prodotti contraffatti, nei due giorni dell’intervento sono stati sequestrati 7.500 “pezzi”, delle più diverse categorie merceologiche. I recenti risultati vanno ad aggiungersi agli oltre 16 milioni di materiali già sequestrati nei primi otto mesi del 2013, 6 milioni solo tra luglio ed agosto, sul territorio dell’intera provincia, per il cui commercio sono state denunciate 527 persone e verbalizzate amministrativamente altre 211. In materia di emissione di scontrini e ricevute fiscali sono stati eseguiti, in due soli giorni, 779 controlli, da cui è scaturito il rilevamento di 552 violazioni per mancata o irregolare emissione dei documenti fiscali. L’elevata percentuale di irregolarità che ne consegue, il 70,86%, conferma la validità del metodo di selezione degli obiettivi.
I soggetti controllati, riconducibili alle molteplici categorie di esercenti che compongono il tessuto economico-commerciale della provincia, sono stati, infatti, preliminarmente individuati incrociando numerosi elementi, sia appresi in via diretta – nell’ambito delle ordinarie investigazioni tributarie – che pervenuti, in forma di segnalazioni, sul numero di pubblica utilità “117”. L’analisi incrociata delle risultanze ed il profilo ricavabile dalle banche dati dell’Anagrafe Tributaria hanno, infine, permesso di redigere una lista di potenziali evasori nei cui confronti eseguire un’attività ravvicinata diretta a riscontrare gli indizi emersi e dirottare, se del caso, la conseguente strategia operativa verso forme ispettive più incisive.